Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Scontri al Brennero, guerriglia al confine: cinque manifestanti arrestati

Centinaia di manifestanti al valico hanno occupato la sede ferroviaria e poi l'autostrada prima di sgombrare. Il ministro dell'Interno austriaco: "Se l'Italia fa i suoi compiti non ci sarà neanche bisogno dei controlli"

Scontri al Brennero tra la polizia e i manifestanti arrivati per il corteo organizzato dai "No Borders", sotto lo slogan "Distruggiamo le barriere", contro la chiusura del valico per fermare i migranti. I manifestanti hanno bloccato i treni alla stazione di Brennero - si è dovuto fermare anche l'Orient Express - poi l'autostrada e la statale, prima di essere dispersi. Hanno lanciato sassi e fumogeni, mentre le forze dell'ordine hanno risposto con lacrimogeni e idranti.

Il bilancio alla fine conta in totale 14 fermati tra i manifestanti, di cui cinque sono stati poi arrestati. I cinque arrestati sono italiani, tre uomini e due donne. Tra i fermati due donne austriache e un uomo tedesco. I reati di cui sono accusati i 14, a vario titolo, sono resistenza a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio, uso e porto di armi improprie. Tra gli oggetti sequestrati dagli agenti della questura di Bolzano numerose armi improprie, fionde, sassi, bastoni e persino il manico di un'ascia. I feriti sono 17 tra le forze dell'ordine: 14 agenti, di cui 13 del reparto mobile e uno della questura di Bolzano, e tre carabinieri. Feriti anche due manifestanti.

Centinaia di manifestanti erano arrivati intorno alle 14.30 in treno verso il confine del Brennero, ma anche in auto autonomamente, da ogni parte di Europa, e come avevano annunciato, hanno cercato di "abbattere le frontiere". Un migliaio gli agenti schierati li aspettavano tra l'Austria e l'Italia sul confine. Per evitare incidenti, era stato permesso di portarsi di qualche metro oltre il confine di Stato, come atto simbolico. Vienna aveva fatto sapere che la reazione sarebbe stata pesante. Ma gli scontri sono avvenuti prima, in territorio italiano, con la polizia italiana. Anche se Wolfgang Sobotka, ministro dell'interno di Vienna al congresso Svp di Merano, in provincia di Bolzano aveva appena annunciato: "C'è pieno sostegno dell'Austria per il piano Renzi", aggiungendo che al Brennero non ci sarà nessun muro e "il confine non verrà chiuso. Se l'Italia fa i suoi compiti non ci sarà neanche bisogno dei controlli. Non costruiremo muri, controlleremo, se Italia farà il suo dovere bene, altrimenti dovremo agire".

Migranti accampati in Austria | Infophoto

I manifestanti, suddivisi in due settori, hanno cercato di abbattere le transenne che proteggevano la sede ferroviaria. Alcuni vestiti di nero e con il volto coperto dai caschi, oltre che dalle maschere antigas, hanno attaccato sia gli agenti che i giornalisti, lanciando sassi e petardi. La polizia ha risposto con i lacrimogeni. Mentre una parte dei manifestanti si è diretto a piedi verso il confine italo-austriaco, un'altra si è concentrata nella stazione, bloccando i treni. Dopo aver occupato la ferrovia internazionale alcuni black bloc si sono dispersi in paese, cercando di aggirare il blocco delle forze dell'ordine. Poi urlando "liberi tutti", chiedendo che i fermati durante gli scontri fossero lasciati liberi, si sono portati sull'autostrada del Brennero e hanno occupato anche la statale, dove polizia e carabinieri hanno usato anche gli idranti. Liberate dai blocchi dei manifestanti l'autostrada del Brennero, la linea ferroviaria, e la strada statale, dove sono rimasti i resti di una vera e propria battaglia: sull'asfalto grossi sassi e centinaia di bengala lanciati contro poliziotti, che hanno sequestrato anche il manico di un ascia. Pesantemente danneggiata la stazione ferroviaria.

"Queste immagini non fanno bene all'Italia. Avevo chiesto, con tanto di lettera alla questura, alla procura e alla provincia, di vietare la manifestazione di oggi. Dopo quello che è successo, al di là dei danni, chi e come riuscirà a riabilitare il Brennero?", si è chiesto il sindaco di Brennero, Franz Kompatscher, allarmato per quanto è accaduto. Kompatscher ha ribadito il diritto alla libertà di espressione, "ma non con la violenza che si è vista: non posso accettare che questi scontri siano avvenuti in un paese pacifico come il mio, luogo di convivenza da sempre". Perché "messaggi di questo tipo, all'ingresso in Italia, non devono essere più dati".
 

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