Martedì, 28 Settembre 2021
CRONACA / Roma

Non era una molotov ma un ombrello: comunque ai domiciliari

Un tifoso romanista di 23 anni era stato arrestato martedì per gli scontri avvenuti domenica, prima del derby con la Lazio. Secondo le immagini in possesso della Questura, aveva in mano una bottiglia incendiaria. Ma per il Gip anche un ombrello "è un oggetto atto a offendere"

Lo hanno arrestato in quanto ritenuto colpevole di aver lanciato delle bombe molotov contro il cordone di sicurezza delle forze dell'ordine durante l'ultimo derby Lazio-Roma. Ad incastrarlo, l'analisi dei filmati e delle fotografie scattate domenica 11 novembre in cui M.G., 23 anni, tifoso della Roma, veniva immortalato con in mano una molotov.

Analizzando meglio quelle foto e altre foto, però, si è scoperto che M.G. non impugnava una molotov bensì un ombrello per proteggersi dalla pioggia.

Nonostante questo, per M.G. - in carcere da martedì - sono scattati gli arresti domiciliari. Il provvedimento è stato preso dal gip Aldo Morgigni che ha accolto l'istanza dell'avvocato Contucci il quale ha sostenuto che di molotov non si poteva parlare.

Il gip, però, ha ritenuto che anche avere un ombrello in mano, in quelle circostanze, può essere considerato "detenzione di un oggetto contundente atto ad offendere".

Da qui la convalida del fermo e i domiciliari. L'avvocato Lorenzo Contucci ha comunicato che ricorrerà al Riesame per la scarcerazione del suo cliente. Nel frattempo, però, la Questura ha emesso il provvedimento con il quale si vieta al giovane di frequentare lo stadio per i prossimi 5 anni.

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