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Giovedì, 2 Dicembre 2021
proteste

Roma: cariche e violenze non si fermano

Duri scontri durante lo sgombero di un'occupazione abitativa nel quartiere di Montagnola. A Regina Coeli un presidio in solidarità agli arrestati di sabato. La Capitale ancora paralizzata

Roma si è svegliata con la sensazione che quello che era cominciato sabato 12 aprile non si fosse ancora concluso: sono andate avanti le mobilitazioni e con loro anche gli scontri e le tensioni.

LO SGOMBERO DI UN'OCCUPAZIONE ABITATIVA: DI NUOVO VIOLENZE- Il quartiere della Montagnola è rimasto paralizzato: verso le 8,30 un centinaio di poliziotti si sono presentati davanti alle porte di un'occupazione abitativa del Coordinamento cittadino per la lotta per la casa. Dal 7 aprile qui si erano stabiliti circa duecento nuclei familiari.

Dopo aver circondato l'edificio gli agenti sono entrati nello stabile e gli occupanti sono saliti sui tetti per impedire lo sgombero. Da tutta Roma sono arrivati diversi attivisti che hanno portato la solidarietà agli abitanti. Verso mezzogiorno fuori dalla palazzina sono partite diverse cariche da parte delle forze dell'ordine. Alcuni video girati in loco mostrano come di nuovo sia scattata la violenza.

GUARDA IL VIDEO DELLE VIOLENZE FUORI DALL'OCCUPAZIONE

Durante la seconda carica è stato ferito alla testa uno dei leader dei movimenti per la casa romani, Paolo Di Vetta. Sarebbero stati eseguiti anche due fermi.

In tutto gli abitanti che avevano trovato una casa nella palazzina sgomberata erano circa quattrocento e stamane molti di loro si trovavano a lavoro o stavano accompagnando i bambini a scuola. Dopo le cariche la polizia è entrata nello stabile e ha iniziato a far uscire gli occupanti identificandoli. Secondo uno dei manifestanti all'interno dell'edificio, durante lo sgombero, alcuni attivisti "sono stati malmenati e trascinati perché stavano facendo resistenza passiva alle forze dell'ordine" e una parte degli occupanti è stata caricata su un pulmann delle forze dell'ordine.

 

Roma: sgombero occupazione Montagnola (foto A. Ronchini e da Twitter)

IL PRESIDIO A REGINA COELI - In più in mattinata alcuni movimenti per il diritto all'abitare hanno infatti organizzato stamane un presidio di fronte a Regina Coeli, il carcere romano in cui si trovano i quattro fermati per gli incidenti di sabato, per cui sono in corso gli interrogatori di garanzia. Durante la mobilitazione sono state accesi alcuni fumogeni e petardi. Le agenzie riferiscono dello scoppio di due bombe carta, smentite dai manifestanti presenti. Le forze dell'ordine hanno così chiuso alcune strade circostanti, vietando il passaggio sia ai pedoni che ai giornalisti.

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