Cosa succede a scuola se un alunno risulta positivo al test del coronavirus?

Un singolo caso non basta per far chiudere un intero istituto, ma potrebbe determinare la messa in quarantena della classe e di una parte dei suoi insegnanti. Le regole dei medici

Foto di repertorio

Cosa succede a scuola se un alunno risulta positivo al test del tampone per il coronavirus? L'Istituto Superiore di Sanità ha spiegato che un singolo caso non basta per far chiudere un'intera scuola, ma potrebbe determinare la messa in quarantena dell'intera classe e di una parte dei suoi insegnanti, come già è successo all'istituto Marymount International a Roma questa settimana. 

Cosa succede a scuola se un alunno risulta positivo al test del tampone per il coronavirus?

La decisione sulla quarantena però non spetta al dirigente scolastico ma all'Asl: i ragazzi dovranno a quel punto fare didattica a distanza per due settimane, come durante il lockdown, mentre i docenti che non sono venuti a contatto con l'alunno positivo nei due giorni precedenti la manifestazione dei sintomi possono continuare a insegnare nella scuola, mentre gli altri sono tenuti a rispettare la regola dell'isolamento. 

Ma è qui che cominciano i problemi. Perché mentre in teoria nulla vieta all'insegnante in quarantena di fare lezione da casa, nella pratica a tutti i lavoratori è attualmente vietato lavorare da casa se positivi. Per questo, spiegano i sindacati, sarebbe legittimo se ci fossero professori che si rifiutano di lavorare dalla quarantena, anche perché ogni insegnante di solito tiene più classi oltre a quella in cui è stato trovato il positivo, e di solito quelle classi andranno regolarmente a scuola. Bisognerà quindi trovare un supplente, ma sarà disponibile in tempi così rapidi da non far perdere le lezioni agli alunni?

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Intanto ieri la Società Italiana di Medicina Generale (Simg) ha prodotto dieci regole indicate dai medici di famiglia per ripartire in sicurezza con l'avvio dell'anno scolastico, illustrate dal presidente Cricelli

  • 1) Mascherine. Il principale presupposto per evitare i contagi è quello di stare lontani dalle vie aeree l'uno dell'altro: laddove non si possano mantenere distanze sufficienti, la mascherina diventa lo strumento più utile. Ogni alunno deve quindi portare con sé un dispositivo medico chirurgico - quindi non le semplici mascherine di stoffa - da utilizzare durante le lezioni laddove necessario, durante i momenti ricreativi e gli spostamenti per i bagni. La mascherina non deve essere toccata o tolta; deve essere sempre pulita e cambiata una volta al giorno. Si consiglia di personalizzare il dispositivo così che possa essere riconoscibile.
  • 2) Igiene delle mani. Le mani possono essere veicolo di contagio: oltre a evitare di toccarsi naso e bocca, si devono lavare di frequente. 
  • 3) Gel igienizzante. Per rafforzare l'igiene delle mani, devono essere disinfettate con gel igienizzante prima e dopo la frequentazione di qualsiasi ambiente, in particolare quando si accede ai mezzi pubblici. 
  • 4) Distanziamento sociale. E' indispensabile mantenere uno o due metri di distanza tra personale e discenti, nonché tra gli stessi alunni. 
  • 5) Disinfezione degli ambienti. Introdurre pratiche di disinfezione delle superfici con regolarità durante la giornata. Occorre prevedere anche la disinfezione degli oggetti comuni e punti per l'igienizzazione delle scarpe.
  • 6) Attenzione genitoriale. I genitori/parenti hanno un ruolo cruciale: è fondamentale che intervengano preventivamente e severamente nel far osservare le norme. Si consiglia un quotidiano controllo della temperatura. No alla somministrazione di farmaci senza prescrizione medica.
  • 7) Accessi scaglionati. Bisogna scadenzare l'accesso nelle scuole e negli uffici per evitare affollamenti e pericolose code.
  • 8) Comunicazione. Per favorire la comunicazione tra personale scolastico e famiglie, si consiglia una mailing list o una chat di gruppo.
  • 9) Test sierologici. E' indispensabile sollecitare i docenti a fare i test sierologici: il test è un elemento di conoscenza di come si muove il virus. Su coloro che presentino test sierologico positivo o abbiano altri sintomi sospetti bisogna effettuare il tampone.
  • 10) Medici di Medicina Generale. Devono costituire un punto di riferimento per le famiglie. Devono contattarle i pazienti e far presente quali sono i comportamenti corretti e se necessario convocarli presso i propri studi. "In questi giorni noi medici abbiamo ricevuto innumerevoli richieste di informazione. Le richieste hanno superato quelle ricevute nella fase acuta di Covid 19. Abbiamo pensato dunque di raccogliere le domande più frequenti e di preparare un'agile guida indirizzata ai cittadini - conclude Cricelli -. La guida verrà condivisa con il Ministero della Salute e con l'ISS con l'obiettivo di diffonderne migliaia di copie sia cartacee che digitali".

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