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Lunedì, 16 Maggio 2022
Scuola&Proteste

"Non siamo solo crocette": gli studenti contro i test Invalsi

La lunga giornata contro i test che si effettuano negli istituti scolastici: tutto comincia con un flash mob al Miur. Tanti gli studenti lungo lo stivale che non li hanno compilati. Intanto i sindacati incontrano il ministro

Il mondo della scuola si mobilita di nuovo e questa volta il dito è puntato contro i test Invalsi, ovvero le prove scritte che hanno lo scopo di valutare i livelli di apprendimento degli studenti nelle scuole primarie e secondarie. Tutto è cominciato davanti alla sede del Miur a Roma: la Rete degli studenti ha organizzato un flash mob ma in tutta Italia tante sono le classi dove i ragazzi si sono rifiutati di rispondere ai test. 

Il portavoce nazionale dell’insieme delle associazioni studentesche, Alberto Irone, ha spiegato così le ragioni del fermo no alle prove:

Abbiamo fatto un flash mob per portare all’attenzione pubblica la questione dei test Invalsi. Il ruolo della scuola va molto oltre alla mera acquisizione di nozioni. Ogni anno poi, vediamo come a causa di queste prove in molte scuole si blocchi completamente la didattica per fare una preparazione finalizzata esclusivamente alle Invalsi, falsando già di per sé i risultati. Noi non siamo numeri e non possono valutarci con delle crocette

Il boicottaggio dei test sembra aver avuto successo: secondo un sondaggio del sito Skuola.net uno studente su quattro ha dichiarato l'intenzione di boicottare le prove e, in effetti, l'adesione alla mobilitazione è stata altissima. 

Protesta contro i test Invalsi | Foto di Rete della conoscenza

COSA SONO I TEST INVALSI - Le prove Invalsi sono i test del Sistema Nazionale per la valutazione del sistema dell’istruzione. Si dovevano svolgere il 5 maggio, ma sono state rimandate per via dello sciopero del personale scolastico contro la riforma della scuola. Si svolgono in tutte le scuole e servono per valutare il livello di preparazione degli studenti di alcune classi di elementari, medie e superiori. Tutto il mondo della scuola si è mobilitato contro le prove: studenti, professori e insegnanti. Il dito è puntato contro il metodo utilizzato (ad esempio le domande a risposta multipla) e sul peso che avrebbe la valutazione delle prove sul curriculum di studenti e docenti. Molte le perplessità anche sull’efficacia dei test per un’effettiva valutazione della scuola italiana. Infine tra chi si oppone al metodo di valutazione c'è chi parla di irregolarità che si verificherebbero durante lo svolgimento delle valutazioni.

I SINDACATI INCONTRANO IL GOVERNO - Il governo intanto ha deciso che sul tema incontrerà i sindacati: a palazzo Chigi si recheranno i leader di Cgil, Cisl e Uil Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo per discutere della riforma della scuola, che ha avuto l'ok della commissione Cultura della Camera e nel primo pomeriggio è atteso dalla commissione Affari Costituzionali. In rappresentanza dell'esecutivo ci saranno, Stefania Giannini, ministro dell'Istruzione, quello delle Riforme, Maria Elena Boschi, e quello della Pubblica amministrazione Marianna Madia. Al tavolo ci sarà anche il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti. Gli incontri seguono un botta e risposta che ieri hanno avuto il ministro Boschi e il leader della Cgil, Susanna Camusso.

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