Domenica, 19 Settembre 2021
SCUOLA

"Allarme soffitti e intonaci": una scuola su tre a "rischio crollo"

Sono una su tre in Italia: infiltrazioni d'acqua, impianti igienici ed elettrici da rifare. Tanti gli edifici che andrebbero ristrutturati, alcuni fatiscenti: a L'Aquila dal terremoto si fa ancora lezione nelle strutture provvisorie

Con il rientro dalle vacanze e il primo giorno di scuola torna d'attualità il tema dell'edilizia scolastica. Il governo e il premier spesso hanno palesato di avere a cuore questo argomento, sottolineando come uno degli obiettivi sarebbe proprio quello di mettere a posto scuole e istituti. Ma come stanno le strutture scolastiche nel nostro Paese? Molti "cadono a pezzi". Si parla di 42mila edifici da ristrutturare e una scuola su tre non è in regola. Ma sono tutte stime: visto che quella che dovrebbe essere un'anagrafe di edilizia scolastica sta nascendo adesso, con le segnalazioni che sono state richieste da Renzi a sindaci e amministratori locali.

C'è però un comitato che ha deciso di vederci chiaro: Cittadinanza attiva ogni anno presenta un rapporto su "Sicurezza, qualità ed accessibilità a scuola", che cerca di fotografare lo stato dell'edilizia scolastica nel nostro Paese. Anche quest'anno il rapporto è pronto e verrà presentato a Montecitorio.

E' sempre la stessa associazione che qualche tempo fa ha fatto ricorso al Tar per avere la possibilità di accedere all'anagrafe e alla mappatura degli edifici. I giudici hanno accolto le loro richieste: il ministero dell'Istruzione dovrà adesso rendere pubblici questi dati, anche se, come spiega Andriana Bizzarri, coordinatrice nazionale della scuola di Cittadinanzattiva "per stessa ammissione della stessa avvocatura di Stato non sarebbero né aggiornati né completi".

Intanto il governo ha dato avvio all'operazione "scuole belle": 150 milioni di euro di investimento per la manutenzione di 7700 strutture. Renzi ha promesso anche altri fondi per ristrutturare e costruire nuovi edifici, che dovrebbero essere stanziati dal 2015 in poi.

UN CASO PARTICOLARE: L'AQUILA - Oltre alla "normale amministrazione" dell'edilizia scolastica, ci sono poi nel nostro Paese casi particolari. Come quello delle scuole del capoluogo abruzzese, L'Aquila. Qui la #svoltabuona, a cinque anni dal terremoto, non è ancora arrivata: i bambini frequentano le lezioni in 31 Musp (Moduli ad Uso Scolastico Provvisorio), sparsi tra la città e i comuni del cratere. C'è quindi una generazione di bambini che o non è mai "tornata" a scuola, o addirittura non ha maifrequentato le lezioni in un edificio scolastico.

Il problema non riguarda i fondi per la ricostruzione degli edifici scolastici, ma il loro 'sblocco' come spiega Beatrice Costa, coordinatrice dello sviluppo territoriale per conto di ActionAid, organizzazione presente nella città da dopo il terremoto del 2009. Per questo qualche tempo fa l'associazione ha lanciato una campagna: #matteofaiscuola, vieni a L'Aquila, con cui i bambini hanno invitato il premier a venire a vedere di persona che cosa (non) sta succedendo qui. Conclude Costa:

Ci piacerebbe che il premier desse un segnale forte e verificasse insieme ai cittadini come la ricostruzione sta andando avanti. Lo stile che lui ha dato alla sua 'chiamata per le scuole' è rapido e decisionale. E' apparsa come la volontà di lanciare in poco tempo un nuovo programma. Vorremmo che lo facesse anche per L'Aquila in modo da evitare che la situazione di questa città cada nel dimenticatoio

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