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Sabato, 28 Maggio 2022
Le misure

Ventimila profughi ucraini nelle scuole italiane

Ma non mancano le difficoltà per i dirigenti scolastici

Dallo scoppio del conflitto russo in Ucraina, in Italia, secondo i dati forniti il 21 marzo dal ministero dell'Interno, sono arrivati circa 60 mila profughi ucraini, tra cui circa 30mila donne, 5mila uomini e oltre 23mila minori. In base alla direttiva 2001/55/Ce, ai profughi ucraini verrà garantita una protezione temporanea, che consentirà loro di avere un permesso di soggiorno, sia per studio, sia per lavoro, di accedere alla scuola e ai servizi sanitari, di poter chiedere il ricongiungimento con coniugi, figli e genitori conviventi.

Stando alle direttive comunitarie, ai bambini ucraini viene così garantito il percorso scolastico in Italia. Il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi nel corso dell'evento di presentazione del Piano 'RiGenerazione Scuola' ai rappresentanti degli Stati membri del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa, ha presentato una fotografia dell'arrivo e della presenza di giovani alunni ucraini nelle scuole italiane. "Stiamo vivendo oggi la fase dell'accoglienza dei profughi ucraini: rispetto alla settimana scorsa i bambini presenti nelle nostre scuole sono raddoppiati, dai 2.500 di giovedì siamo passati ad oltre 5.300 di questa mattina", ha detto il titolare dell'istruzione.

E ha poi aggiunto che, a fronte del flusso migratorio dall'Ucraina, il nostro Paese ospita attualmente circa 5mila studenti nelle scuole. Ma, avverte, che l'Italia dovrà prepararsi all'arrivo di 20mila nuovi profughi ucraini che dovranno essere accolti negli istituti scolastici italiani.

Guerra Russia Ucraina: ultime notizie in diretta

Lo scorso 4 marzo, il ministro Bianchi ha inviato una nota alle istituzioni scolastiche con le prime indicazioni e le prime risorse previste per garantire il diritto allo studio e il supporto psicologico a bambine e bambini, ragazze e ragazzi in fuga dai territori coinvolti nella guerra in atto.

Nonostante il sostegno del ministero, le difficoltà non mancano. I dirigenti scolastici sono costretti ad affrontare una sfida: non hanno insegnanti a sufficienza, non hanno fisicamente i banchi nelle aule e spazi adeguati per accogliere tutti. E se anche avessero gli insegnanti, non sono preparati ad affrontare situazioni in cui la conoscenza dell'italiano è pari a zero.

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