Lunedì, 21 Giugno 2021
Il caso

Livorno, le scuole religiose devono pagare l'Ici

La Cassazione ha dato ragione al Comune di Livorno, riconoscendo la legittimità della richiesta dell’Ici avanzata nel 2010 agli istituti scolastici del territorio gestiti da enti religiosi

LIVORNO - Gli istituti scolastici religiosi di Livorno dovranno pagare l'Ici, l'imposta comunale sugli immobili oggi sostituita dall'Imu. Lo ha stabilito una sentenza della Corte di Cassazione, destinata a far discutere (e a fare giurisprudenza). Si tratta del primo pronunciamento del genere in Italia su questo tema. 

"ATTIVITA' COMMERCIALE" - Lo stesso Comune di Livorno scrive sul suo sito che con le sentenze 14225 e 14226 depositate l’otto luglio, la suprema Corte ha di fatto ribaltato quanto stabilito nei primi due gradi di giudizio, sentenziando che, poiché gli utenti della scuola paritaria pagano un corrispettivo per la frequenza, tale attività è di carattere commerciale, "senza che a ciò osti la gestione in perdita".

In proposito, il giudice di legittimità ha precisato che, ai fini in esame, è giuridicamente irrilevante lo scopo di lucro, risultando sufficiente l’idoneità tendenziale dei ricavi a perseguire il pareggio di bilancio. E cioè che il conseguimento di ricavi è di per sé indice sufficiente del carattere commerciale dell’attività svolta.

In altre parole, la Corte di Cassazione ha riconosciuto la legittimità della richiesta dell’Ici avanzata nel 2010 dal Comune agli istituti scolastici del territorio gestiti da enti religiosi. Per ora la sentenza si applica alle due scuole “Santo Spirito” e “Immacolata” che dovranno versare 422mila euro per gli anni dal 2004 al 2009. A seguito delle sentenze, si provvederà a notificare anche gli importi dovuti per il 2010 e il 2011.
 

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