Venerdì, 15 Ottobre 2021
Cronaca Firenze

Stupro di Firenze, l'Arma dei Carabinieri chiede scusa alle vittime

Il capo ufficio stampa dell'Arma, colonnello Roberto Riccardi: "L'Arma dei Carabinieri chiede scusa a queste due ragazze e speriamo di recuperare con loro e con le loro famiglie. La giustizia sta facendo il suo corso"

"L'Arma dei Carabinieri chiede scusa a queste due ragazze e speriamo di recuperare con loro e con le loro famiglie": a parlare il capo ufficio stampa dell'Arma dei Carabinieri, colonnello Roberto Riccardi, a proposito del presunto stupro a Firenze di due studentesse statunitensi da parte di due carabinieri in servizio e in divisa.

Firenze, l'Arma chiede scusa

Riccardi è tornato sulle accuse di "maschilismo" rivolte nei confronti dell'Arma dei Carabinieri, parlando al programma Tv Omnibus di La7: "Per noi è una novità relativamente recente l'ingresso delle donne nei nostri ranghi", avvenuto dal 2000, e "questo ci sta aiutando molto a vivere in modo completo il rapporto con l'altra metà del cielo: essere a contatto per lavoro, uscire di pattuglia insieme, avere responsabilità comuni, avere un comandante donna è istruttivo da questo punto di vista. Il maschilismo è sempre in agguato per chiunque ma spero che non sia un problema per l'Arma dei Carabinieri o delle Forze Armate in genere".

"Come mai non sono stati arrestati?"

Come mai i due carabinieri non sono stati arrestati? Se lo sono chiesti in tanti, e il colonnello ha spiegato che "queste sono decisioni dell'autorità giudiziaria; una misura cautelare ha bisogno del pericolo di fuga, inquinamento delle fonti di prova o pericolo di reiterazione del reato; queste sono valutazioni della procura della Repubblica che evidentemente fino a questo momento non ha ritenuto ci fossero questi presupposti".

I carabinieri sono stati sospesi

"La giustizia sta facendo il suo corso nei confronti dei due carabinieri di Firenze ma nel frattempo l'Arma ha adottato un provvedimento immediato, forte: la sospensione dalle funzioni comporta il dimezzamento dello stipendio e di non lavorare. Si è deciso subito, anche se le indagini erano nelle primissime fasi e l'accertamento completo delle responsabilità va ancora fatto. Questo chiaramente non ci tranquillizza e quindi non è soltanto l'episodio che dobbiamo considerare ma la possibilità che si ripeta e in questi casi l'Arma, che ha una struttura forte e sana dotata di anticorpi, riesamina sempre le sue procedure, i sistemi di controllo", ha concluso.

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