Migranti, arriva una nuova nave umanitaria nel Mediterraneo

La Sea-Watch 4 era una nave per la ricerca oceanografica chiamata Poseidon, acquistata a febbraio da Sea-Watch. Imbarcherà a bordo un team di Msf: quattro persone tra cui un medico e un’ostetrica

Medici senza frontiere e Sea-Watch saranno insieme a bordo della Sea-Watch 4, la nuova nave umanitaria dedicata alle operazioni salvavita nel Mediterraneo centrale, che prenderà il mare nelle prossime settimane.  

La Sea-Watch 4 era una nave per la ricerca oceanografica chiamata Poseidon, acquistata a febbraio da Sea-Watch e dalla coalizione di oltre 500 organizzazioni United4Rescue e poi equipaggiata per le attività di ricerca e soccorso in mare.

MSF fornirà assistenza medica e umanitaria a bordo della nave grazie ad un team di quattro persone tra cui un medico e un’ostetrica. Sea-Watch gestirà la nave e le operazioni di soccorso con un equipaggio di 21 persone, in parte volontari. A bordo saranno distribuiti cibo e beni di prima necessità, con particolare attenzione alle persone più vulnerabili. 

"Nessun essere umano dovrebbe essere lasciato annegare o subire torture e sofferenze, eppure sono queste le conseguenze della colpevole inosservanza del dovere da parte dei governi europei - denuncia la dott.ssa Claudia Lodesani, presidente di MSF in Italia. 

"Come organizzazione medico-umanitaria, conosciamo bene le sfide imposte dal Covid-19 ma sappiamo anche che tutte le vite vanno salvaguardate, a terra come in mare. Le recenti misure dei governi per ostacolare i soccorsi, presentate come misure di salute pubblica, sono sconsiderate e puramente politiche. Sostenendo la guardia costiera libica e negando assistenza a chi tenta la traversata, gli stati europei mandano il chiaro messaggio che queste vite per loro non contano"

"Sea-Watch 4 e l’ampia alleanza che rappresenta sono la risposta univoca della società civile alle politiche discriminatorie dell’UE, che preferisce lasciare annegare le persone purché non raggiungano le coste europee" spiega Giorgia Linardi, portavoce di Sea-Watch. "È un simbolo di solidarietà verso le persone in movimento e un chiaro segnale all’UE perché, nonostante tutti gli sforzi per ostacolare i soccorsi, noi non smetteremo di salvare vite".

"Le persone vengono lasciate morire in mare, o vengono respinte nello stesso luogo da cui stanno cercando di fuggire, mentre gli aerei di pattugliamento europei osservano dall’alto, complici nel definire il loro destino. Finché gli stati europei lasceranno morire le persone come deterrente, andremo avanti e riceveremo supporto"

Migranti, quadruplicato il numero degli sbarchi

Solo a giugno, almeno 101 persone sono state dichiarate morte o scomparse nel Mediterraneo centrale – la settimana scorsa, tre giovani sono stati uccisi e due feriti dopo essere stati riportati forzatamente in Libia – mentre il numero di chi ha tentato di attraversare il mare su fragili imbarcazioni non adatte alla navigazione è quadruplicato in confronto allo stesso periodo dell’anno scorso. 

Negli ultimi cinque mesi, Italia e Malta hanno troppo spesso negato assistenza a persone in imminente pericolo mentre dall’inizio dell’anno 5.650 persone sono state intercettate e riportate forzatamente in Libia nell’ambito di accordi bilaterali finanziati e facilitati dall’Unione Europea e dai suoi stati membri, mentre le navi civili di ricerca e soccorso – tra cui la Sea-Watch 3 e la Ocean Viking – vengono sistematicamente bloccate nei porti italiani

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Fonte: Medici Senza Frontiere →

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