"Piuttosto che tornare in Libia, preferirei dare la mia vita ai pesci": voci dalla Sea Watch

Intanto 50 comuni della Germania hanno manifestato la propria disponibilità ad entrare a far parte di una rete di accoglienza dei migranti. Nuovo naufragio al largo delle coste turche: 8 morti. Monumenti blu nelle città italiane per la Giornata Mondiale del Rifugiato

Circa 50 comuni della Germania hanno già manifestato la propria disponibilità ad entrare a far parte di una rete di accoglienza dei migranti salvati nel Mediterraneo: ad annunciarlo è stato un portavoce del ministero dell'Interno di Berlino, precisando che le città che si sono rese disponibili lo hanno comunicato per iscritto. La nave della Ong tedesca Sea-Watch, che l'11 giugno ha salvato 53 persone al largo della Libia, e cui è stato vietato l'ingresso nelle acque territoriali italiane, resta ferma al largo di Lampedusa con 43 persone a bordo dopo che due giorni fa è stato autorizzato lo sbarco di 10 persone, tre minori, tre donne di cui due incinta e due accompagnatori, due uomini malati.

La Ong Sea-Watch non è tenera con il governo tedesco, accusandolo di restare immobile in attesa di una soluzione europea. "La Germania è chiamata" in causa, ha dichiarato il portavoce Ruben Neugebauer, accusando di fatto il ministro dell'Interno Horst Seehofer di bloccare il raggiungimento di una soluzione. Neugebauer ha poi esortato gli altri stati europei ad impegnarsi sul caso con il coordinamento della Commissione.

Sea Watch, uno dei migranti a bordo: "Preferirei morire piuttosto che tornare in Libia"

Hermann, uno dei migranti salvati l’11 giugno dalla nave Sea Watch 3, racconta: "Vorrei chiedere a tutti una cosa, è una domanda semplice: chi non vorrebbe essere libero nella vita? Chi vorrebbe passare la sua vita a soffrire? Se oggi ci troviamo in questa situazione non è perché vogliamo esserci, ma è perché ci troviamo costretti a farlo". "Piuttosto che tornare in Libia, preferirei morire. Preferirei dare la mia vita ai pesci piuttosto che essere nuovamente torturato".

"Piuttosto che tornare in Libia, preferirei morire. Preferirei dare la mia vita ai pesci piuttosto che essere nuovamente torturato". Hermann parla poi della Libia, dei centri di detenzione, dove i migranti sono vittime di abusi e maltrattamenti. La Libia non è un porto sicuro.

Monumenti blu nelle città italiane per la Giornata Mondiale del Rifugiato

Il 20 giugno i monumenti simbolo di quattro città italiane, Bologna, Firenze, Napoli e Torino, si illumineranno con il logo dell'Unhcr per la Giornata Mondiale del Rifugiato, appuntamento annuale voluto dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla condizione di oltre 70 milioni di rifugiati, richiedenti asilo e sfollati nel mondo. Nella notte del 20 giugno, Porta San Niccolò a Bologna, Palazzo del Podestà a Firenze, il Maschio Angioino a Napoli e la Mole Antonelliana a Torino verranno illuminati di blu in un gesto di vicinanza con tutte le persone che, costrette a fuggire da guerre e persecuzioni, hanno lasciato i propri affetti, la propria casa e tutto ciò che un tempo era la loro vita per cercare salvezza in un altro paese.

"Il fatto che ben quattro città abbiano voluto illuminare i loro monumenti per la Giornata Mondiale del Rifugiato è una bellissima dimostrazione di solidarietà in un momento in cui ogni giorno sembrano prevalere il linguaggio d'odio e la discriminazione nei confronti dei rifugiati e dei migranti'', ha dichiarato Carlotta Sami, Portavoce Unhcr per il Sud Europa. ''Le città grandi e piccole si trovano in prima linea nell'accoglienza e nell'integrazione delle persone costrette alla fuga da guerre, violenza e persecuzioni, e che cercano protezione e un futuro migliore nel nostro Paese''. Tre delle quattro città coinvolte nell'iniziativa hanno anche aderito a Cities #WithRefugees, la Campagna lanciata dall'Agenzia delle Nazioni Unite per il Rifugiati per invitare le autorità locali in tutto il mondo a firmare una dichiarazione di solidarietà verso i rifugiati. La campagna ha raccolto finora l'adesione di otto città italiane (oltre a Bologna, Napoli e Torino, sono Alba, Bergamo, Lucca, Milano, e Palermo).

L'illuminazione dei monumenti si inserisce nel fitto programma di attività e eventi organizzato da UNHCR Italia in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato per dare visibilità alle espressioni di solidarietà verso i rifugiati, raccogliendo e amplificando la voce di chi accoglie e rafforzando l'incontro tra le comunità locali e i rifugiati ed i richiedenti asilo. Gli eventi, tutti consultabili sul sito dedicato www.unhcr.it/withrefugees, ruotano intorno a tre colonne portanti della cultura italiana: arte, musica e gastronomia. Inoltre, insieme alla rete Siproimi e agli enti gestori, in collaborazione con altre associazioni quali Arci, Caritas, Centro Astalli e Refugees Welcome Italia, sono state organizzate le consuete giornate di Porte Aperte nei centri di accoglienza sul territorio. 

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Otto migranti morti in un nuovo naufragio

Otto migranti sono morti nel naufragio del barcone al largo delle coste turche all'altezza di Bodrum. Lo riferisce l'agenzia ufficiale turca Anadolu, confermando che 31 persone sono state tratte in salvo. In precedenza i media turchi avevano riferito di nove dispersi.

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