Sea Watch, la corte dei diritti umani respinge la richiesta dei migranti di essere sbarcati

La sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo dopo l'interpellanza posta dalla stessa Ong tedesca che aveva interrogato la CEDU sull'opportunità che la negazione delle sbarco dei migranti potesse costituire un'infrazione dei diritti umani

Foto tratta da Twitter @SeaWatchItaly

La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo chiede al governo italiano di "adottare tutte le misure necessarie, il prima possibile, per fornire" ai migranti a bordo della Sea Watch 3 "adeguate cure mediche, cibo, acqua e generi di prima necessità", ma "non" accoglie "la richiesta dei ricorrenti di essere sbarcati".

Il pronunciamento della CEDU era stato chiesto dalla stessa Ong tedesca Sea Watch che aveva interrogato la corte sull'opportunità che la negazione delle sbarco dei migranti potesse costituire un'infrazione dei diritti umani.

SeaWatch, la sentenza della corte dei diritti umani

La decisione della Corte dei diritti umani è arrivata a maggioranza. "La nave - spiega la Corte - non è stata autorizzata ad entrare nel porto e i ricorrenti lamentano di essere detenuti a bordo senza base giuridica, di soffrire di trattamenti inumani e degradanti, con il rischio di essere rimandati in Libia senza che sia stata valutata individualmente la loro situazione".

La Corte non accoglie la richiesta dei ricorrenti di essere sbarcati, anche per quanto riguarda i minori.

"Per quanto riguarda i 15 minori non accompagnati, si richiede al governo di fornire adeguata assistenza legale", continuano i giudici di Strasburgo.

Le richieste alla Corte sono arrivate tra il 25 gennaio (dal capitano della nave ed altri) e ieri (dai 15 minori non accompagnati); misure di questo genere, che non pregiudicano decisioni sull'ammissibilità del ricorso o eventuali decisioni nel merito, vengono concesse dalla Corte quando, in assenza di esse, i richiedenti rischiano di subire danni cui non sarebbe possibile riparare.

Caso Diciotti, l'assist Di Battista a Salvini

Sul caso Diciotti con il rischio processo a carico per il ministro Salvini è Alessandro Di Battista a ventilare un assist per il leader della Lega. "Consiglio sempre a Salvini di rinunciare all'immunità". Così a Porta a Porta Alessandro Di Battista del M5S.

"Politicamente credo che il governo e il presidente del Consiglio debbano assumersi questa responsabilità"

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"È molto complicato per il M5S votare contro una autorizzazione a procedere. Questa è la nostra storia" ma "quella decisione è stata presa" da Salvini "con il premier Conte e i ministri Di Maio e Toninelli". 

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