Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca Ancona

Strage di Corinaldo, arrivano le condanne: ma cade l'associazione per delinquere

Il giudice ha emesso la sentenza per la gang della bassa modenese accusata di aver provocato la strage alla discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo

Foto ANSA

Ugo Di Puorto e Raffaelle Mormone condannati a 12 anni e 4 mesi, Andrea Cavallari 11 anni e 6 mesi, Moez Akari 11 anni e 2 mesi, Souhaib Haddada 10 anni e 11 mesi, Badr Amouiyah 10 anni e 5 mesi. Sono arrivate alle ore 15 le condanne per i sei ragazzi della provincia modenese a processo ad Ancona per la tragedia della Lanterna Azzurra di Corinaldo.

All'interno della discoteca la notte tra il 7 e l'8 dicembre 2018 persero la vita sei persone: Benedetta Vitali e Mattia Orlandi di 15 anni, le 14enni Asia Nasoni ed Emma Fabini, Daniele Pongetti di 16 anni e la giovane mamma Eleonora Girolomini di 39 anni.

Per i sei imputati, Ugo Di Puorto, Andrea Cavallari, Moez Akari, Raffaelle Mormone, Souhaib Haddada e Badr Amouiyah, le richieste dei pm, Paolo Gubinelli e Valentina Bavaj, andavano dai 16 ai 18 anni di reclusione con accuse che andavano dall'associazione a delinquere all'omicidio preterintenzionale, lesioni personali, furto e rapina. Il gup, che ha presieduto il processo con il rito abbreviato, è Paola Moscaroli e non ha riconosciuto la associazione per delinquere, riconosciendo invece il concorso, il che significa comunque che il giudice ha riconosciuto a tutti gli imputati lo stesso grado di responsabilità nell'omicidio preterintenzionale. 

Gli imputati: "Chiediamo scusa, ma non siamo responsabili della strage"

In aula gli imputati hanno reso dichiarazioni spontanee alla corte. "C’erano due Haddada, uno che lavorava e uno che usava cocaina e per me confessare questo è difficile - ha detto Souhaib Haddada - Chiedo scusa per i miei errori, vorrei essere aiutato e chiedo scusa per quello che ho fatto mentre ero sotto effetto dello stupefacente. Loro non ci sono più, non posso fare niente, ma non sono responsabile, io non ho fatto nulla".

"Da quando sono stato arrestato ne ho sentite tante - ha detto Cavallari- Io sono un essere umano, mi dispiace per quello che è successo, ma non credo di avere colpe. Io i miei errori li voglio pagare, ma finché mi resterà un filo di voce continuerò a gridare la verità di Corinaldo. Non sono stato io a gestire il gruppo".

"Mi dispiace tantissimo per quella serata li - ha detto Moez Akari - Sono stato malissimo. I miei genitori pensavano di avere un figlio perfetto, alla fine hanno visto com’era per colpa di alcune amicizie sbagliate e la droga". 

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