Mercoledì, 27 Ottobre 2021
La sentenza

Muore a 7 anni nella piscina dell'hotel: condannato l'albergatore

L'imputato è stato condannato a cinque mesi di reclusione con pena sospesa

Morì cercando di recuperare una pallina con cui stava giocando, finita in un bocchettone della piscina. Quel buco non ci sarebbe dovuto essere o meglio, avrebbe dovuto avere una protezione che non c’era. Così, a tre anni da quella tragedia, è arrivata la sentenza del giudice, che ha condannato a cinque mesi di reclusione con pena sospesa Mathias Wincler, uno dei gestori del residence di Orosei, provincia di Nuoro, in cui il 2 settembre 2018 annegò Richard Mulas, il figlio di una dipendente della struttura.

Il Gup del tribunale di Nuoro Teresa Castagna ha anche disposto a carico dell’imputato la liquidazione nei confronti della famiglia del piccolo in separato giudizio civile. Wincler, accusato di omicidio colposo, aveva scelto di essere processato con il rito abbreviato.

Morte Richard Mulas: i fatti

Il proprietario del residence aveva sempre spiegato come nessuno avesse mai dato importanza a quel buco perché, per nessun motivo, sarebbe mai entrata la mano di un adulto. Un bocchettone dal diametro piccolissimo all’interno della piscina, dove però è entrata la mano di Richard, risucchiato dal bocchettone di scolo perché il problema fu che quella rientranza avrebbe dovuto avere una protezione. Infatti, proprio come aveva spiegato il gestore a suo tempo, si era rotta da un paio di giorni.

Sono bastati due giorni perché quella negligenza portasse alla morte di un bambino. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti infatti, il piccolo Richard stava giocando con una pallina, finita poi proprio in quel bocchettone. Lui avrebbe messo dentro la mano per tentare di recuperarla, rimanendo incastrato. Quando un turista tedesco si è accorto che qualcosa non andava, ha tentato in tutti i modi di salvare il bambino, ma ormai era troppo tardi.

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