Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca

Senzatetto bruciato vivo in auto: nessuna condanna per i giovani responsabili 

Niente carcere per i due ragazzini protagonisti dell'aggressione: un 13enne, che per l'età non era imputabile, e un 17enne a cui è stato concesso un periodo di messa alla prova

E' arrivata la sentenza per l'omicidio di Ahmed Fdil, un senzatetto marocchino di 64 anni arso vivo nell'auto in cui dormiva a Zevio, in provincia di Verona. Ad appiccare il fuoco sarebbero stati due ragazzini, uno di 13 anni che non è imputabile perché troppo giovane, l'altro di 17 anni che ha affrontato il processo celebrato nel tribunale dei minori.

Senzatetto bruciato vivo: sentenza sospesa per il 17enne

Il giudice Maria Teresa Rossi ha sospeso la sentenza per tre anni e ha disposto l'affidamento in prova per il 17enne. Se in questi tre anni non ci saranno problemi, il reato sarà da considerarsi estinto. Una decisione che ha colto di sorpresa Alessandra Bocchi, l'avvocato che tutela i familiari della vittima. Il legale ha preso atto dell'ordinanza del giudice, la accetta e la rispetta, ma riteneva fosse possibile emettere una sentenza, vista la gravità del reato e visti anche altri casi simili. Il nipote della vittima, che ha protestato animatamente dopo la sentenza, è stato allontanato dall'aula su ordine del giudice.

Senzatetto bruciato vivo, chi era Ahmed Fdil 

Ahmed Fdil era un uomo di origini marocchine, un senzatetto con alle spalle una famiglia benestante (il nipote che abita a Barcellona e altri parenti a Oslo), il quale però per sua scelta esistenziale preferiva vivere da "clochard" in un piccolo paesello della provincia scaligera, racimolando qua e là qualche soldo in cambio di un saluto o un augurio di "buona giornata" ai passanti che incrociava. In paese lo chiamavano "Gary il buono".

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