Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca Palermo

Antimafia, maxi sequestro agli imprenditori simbolo della lotta al racket

La Dia di Palermo ha sequestrato beni per oltre un miliardo e mezzo ai fratelli Virga, che in passato avevano collaborato con l'associazione Addiopizzo, costituendosi parte civile nel processo contro i presunti estorsori

Un miliardo e 600 milioni di euro. Questa la crifra del maxi sequestro portato a termine dalla Dia di Palermo nei confronti dei fratelli Virga, imprenditori di Marineo attivi nel settore della produzione di calcestruzzo, che in passato avevano collaborato con l'associazione antiracket Addiopizzo denunciando diversi tentativi di estorsione ai loro danni e costituendosi parte civile nei processi contro i loro estorsori.

I fratelli Virga avevano puntato il dito contro Stefano Polizzi, presunto estorsore sul quale tre anni fa si concentrarono le indagini che portarono successivamente anche allo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Misilmeri. Secondo quanto riferirono all'epoca dai Virga, tra maggio e novembre del 2010 Polizzi chiese il pizzo in un cantiere edile nella zona di Marineo, minacciando i titolari.

"Ricordati che hai dei figli, mi hanno detto - raccontarono Gaetano Virga e suo zio, titolari della società di calcestruzzi, costituitisi parte civile al processo - Quando Polizzi è venuto nei nostri uffici ha affrontato mio zio molto animatamente. Li ho visti discutere da una finestra all'interno della nostra azienda a Marineo. Nella zona tutti sapevano quello che faceva Polizzi. Mio zio l'ha mandato via dicendogli che non avrebbe avuto un centesimo, ma si è ripresentato successivamente".

Dalle indagini della Dia è emerso "come i Virga abbiano beneficiato del determinante appoggio di Cosa Nostra per l’aggiudicazione di lavori e di appalti pubblici nel settore dell’edilizia. Infatti, gli stessi, appartenenti alla famiglia mafiosa di Marineo, legata al mandamento di Corleone, sono riusciti, nel tempo, a sviluppare e a imporre il loro 'gruppo Imprenditoriale' anche attraverso il cosiddetto 'metodo Siino', consistente nell’organizzazione di cartelli tra imprenditori, per l’aggiudicazione pilotata degli appalti pubblici". Il sequestro rappresenta, per valore complessivo, uno dei più ingenti mai operati sino a oggi. 

Dopo la notizia del sequestro, l'associazione antiracket Addiopizzo ha diffuso una nota per spiegare la propria posizione nei confronti delle imprese del gruppo Virga, per ricordare che, "proprio per i fatti che stanno alla base del sequestro odierno", "da anni Addiopizzo aveva ritenuto non opportuno includere nella rete di consumo critico antiracket le società sopra citate". (da PalermoToday)

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