Venerdì, 6 Agosto 2021
Cronaca Palermo

L'ultima beffa dei Riina: nei conti sequestrati solo pochi spicci e il genero attacca la stampa

"Accanimento contro di noi", denuncia su Facebook Antonino Ciavarello, genero del boss di Corleone, attaccando la stampa per gli articoli sul provvedimento eseguito dai carabinieri

"Gente di legge e giornalisti accaniti contro di noi". I familiari di Totò Riina si scagliano ancora una volta contro i giornalisti. Dopo la polemica innestata dalla figlia Lucia per la mancata assegnazione del bonus bebè, stavolta è il turno di Antonino Ciavarello, genero del boss di Corleone e marito dell'altra figli di Riina, Maria Concetta. 

"Palazzolo aspetta e spera, tu e tutta la procura di Palermo che ti foraggia gli scoop prima che le cose accadono...E poi... Io non lancio tesi, io a differenza tua parlo per cose di cui sono certo e non come scrivi tu di ciò che i registi ti imboccano", scrive oggi su Facebook Ciavarello. 

Il riferimento è al giornalista di Repubblica Salvo Palazzolo, autore di un articolo sul sequestro di diversi conti bancari e aziende dei Riina. Nei 38 conti corrente sarebbero stati trovati pochi euro a fronte di impegni finanziari documentati, per cui non si smette di cercare. 

Per i carabinieri, il punto cruciale dell'indagine sul patrimonio dei Riina è rappresentato dall'evidente sperequazione tra i redditi dichiarati negli anni dal boss e dai suoi congiunti, da cui è stato possibile ipotizzare l’utilizzo di mezzi e di risorse finanziarie illecite. In tale quadro è emersa la significativa e continuativa disponibilità di denaro contante della famiglia, e in particolar modo della moglie la quale, malgrado i molteplici sequestri di beni subiti nel tempo ed a fronte dell’assenza di redditi ufficiali, è riuscita a emettere tra il 2007 e il 2013, assegni per un valore di oltre 42mila euro a favore dei congiunti detenuti.

"Avete sequestrato con ingiusta violenza la mia azienda, ma non potrete mai sequestrare il mio sapere ed il mio mestiere - scrive Ciavarello - e per questo risorgerò presto dalle mie ceneri come l'Araba Fenice più grande e più forte di prima. Per il resto arriverà il giudizio di Dio anche per voi che avete permesso edautorizzato violenza verso gente innocente, per voi che avete eseguito e per voi che state ripetendo a pappagallo quello che la regia vi ha scritto. Quel che avete fatto lo riceverete da Dio moltiplicato 9 volte, voi ed i vostri figli fino alla settima generazione. Gloria a Dio!. Spero veramente che questa mia pubblica denuncia possa fare intervenire tutti gli interessati preposti del territorio Lecce-Brindisi in modo da chiarire la mia posizione infangata da un associazione di gente di legge e giornalisti prevenuti ed accaniti nei miei confronti".

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