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Mercoledì, 22 Maggio 2024
L'incubo / Treviso

Adescato in chat, sequestrato e rapinato. I baby carcerieri: "Ispirati da serie tv"

Tre ragazzi sono stati arrestati, uno è minorenne. La vittima è un uomo di 48 anni, salvato dai carabinieri

Attirato in un casolare abbandonato, poi legato, sequestrato e rapinato. Questo l'incubo vissuto sabato pomeriggio da un 48enne a Vedelago (Treviso). Tre ragazzi, un maggiorenne e due minorenni, sono stati arrestati dai carabinieri per sequestro di persona, lesioni personali, rapina aggravata e porto abusivo di oggetti atti a offendere. Come racconta TrevisoToday, i giovani tre per mettere in atto il loro piano diabolico avrebbero trovato l'ispirazione in una serie televisiva: "Da lì - avrebbero detto - ci è venuta l'idea".

Questa la ricostruzione di quanto accaduto secondo gli inquirenti. La vittima viene adescata in una piattaforma social per incontri. Gli viene dato appuntamento in una casa in costruzione di via Marconi a Vedelago. L’uomo parcheggia la sua auto poco lontano e poi si dirige con il giovane con quale aveva appuntamento nel casolare dove, però, scatta l’agguato. I due complici, che erano già all’interno del casolare, lo immobilizzano lo legano mani e piedi, gli chiudono la bocca con il nastro adesivo e lo tengono a bada sotto la minaccia di un coltello e di un taser. Quindi gli vengono tolti soldi e carte bancomat

Mentre in due controllano l’ostaggio, il terzo esce in bicicletta per andare a prelevare il denaro dal bancomat della vittima. Una pattuglia dei carabinieri della compagnia di Castelfranco, in servizio di pattugliamento del territorio, nota il ragazzo e lo ferma per un controllo. Da qui arrivano al casolare e liberano il 48enne.

I tre giovani vengono arrestati: i maggiorenni sono portati in carcere a Santa Bona, mentre il minorenne nel carcere minorile di Treviso. Il più giovane dei tre accusati ha soltanto 15 anni, è uscito dal centro di prima accoglienza ed è tornato a casa. L'arresto è stato convalidato ma la Procura minorile di Venezia non gli avrebbe contestato il reato più grave, cioè quello di sequestro di persona. Secondo il suo legale, l'avvocato Maria Francesca Sedran del Foro di Venezia, non sarebbe  la "mente" del gruppo e soprattutto non sarebbe lui la persona che avrebbe materialmente adescato il 48enne in promettendo un incontro all'insegna della trasgressione.

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