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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Dopo 21 anni / Frosinone

L'omicidio di Serena Mollicone resta senza colpevole: tutti assolti

Dopo 21 anni è stata pronunciata la sentenza per la morte della diciottenne di Arce trovata senza vita il 3 giugno del 2001 in un bosco. Assoluzione per l'ex maresciallo dei carabinieri Franco Mottola, la moglie Anna Maria, il figlio Marco, il luogotenente Vincenzo Quatrale e l'appuntato Francesco Suprano

L'ex maresciallo dei carabinieri Franco Mottola, la moglie Anna Maria, il figlio Marco sono stati assolti. Non è stata la famiglia Mottola a uccidere Serena Mollicone, la diciottenne di Arce (Frosinone) trovata morta il 3 giugno del 2001 in un bosco.  Assolti anche l'ex vice comandante della caserma di Arce, il luogotenente Vincenzo Quatrale e l'appuntato Francesco Suprano..Così ha deciso la Corte d'Assise del tribunale di Cassino. La sentenza è stata pronunciata oggi, 15 luglio 2022, a distanza di 21 anni dal delitto. (In basso il momento dlela lettura della sentenza)

I coniugi Mottola e il figlio sono stati assolti per insufficienza di prove. I carabinieri Quatrale e Suprano con formula piena. La sentenza è arrivata dopo circa 8 ore di Camera di Consiglio. I giudici hanno lasciato l'aula alle 11.18 e sono usciti con il verdetto alle 19.30. La Procura aveva chiesto 30 anni per Franco Mottola, 24 per il figlio Marco, 21 anni per la moglie Annamaria, 15 anni per Quatrale e quattro anni per Suprano, tutti accusati di concorso nell'omicidio. Quatrale era accusato inoltre di istigazione al suicidio del brigadiere Santino Tuzi mentre per Suprano l'accusa era favoreggiamento. 

In aula abbracci tra gli imputati e gli avvocati, mentre dal pubblico si sono alzate le urla: "Assassini, vergogna". Si sono registrati anche momenti di grande tensione all'esterno del tribunale, dove la famiglia Mottola ha subito un tentativo di aggressione da decine di persone inferocite al grido di "assassini, assassini". Le forze dell'ordine, al passaggio dei tre in piazza Labriola davanti al Tribunale, hanno dovuto circondarli  allontanando la folla.

"Questa Procura prende atto della decisione che la Corte di Assise nella sua libertà di determinazione ha scelto. E' stato offerto tutto il materiale probatorio che in questi anni tra tante difficoltà è stato raccolto. La Procura di Cassino non poteva fare di più", il primo commento dell'accusa. Lo zio di Serena: "La verità è un'altra. Non ci fermeremo davanti a questa meschinità". "Sempre detto che eravamo innocenti"; le prime parole di Franco Mottola.

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Serena Mollicone, le tappe di una vicenda lunga 21 anni

Serena Mollicone scompare da Arce, in provincia di Frosinone il 1 giugno del 2001. Ha 18 anni ed è una studentessa del liceo socio pedagogico di Sora. Il suo corpo viene ritrovato domenica 3 giugno 2001 a Fonte Cupa, in un bosco situato nel comune di Fontana Liri. 

Il 6 febbraio del 2003 viene arrestato Carmine Belli, carrozziere di Rocca d'Arce, conoscente della famiglia Mollicone e accusato del delitto. Il processo in corte d'assise celebrato a Cassino nel 2004 scagiona completamente l'uomo. E lo stesso succede in 'appello e in Cassazione. Belli trascorre dunque 17 mesi in cella di isolamento da innocente. Dal 2004 al 2008 non ci sono elementi che consentano la riapertura dell'indagine sull'omicidio della Mollicone.

La svolta arriva l'11 aprile del 2008 quando si suicida il brigadiere Santino Tuzi, all'epoca dell'omicidio in servizio presso la caserma dei carabinieri di Arce. Il sottufficiale pochi giorni prima di spararsi un colpo di pistola al petto racconta ai superiori e al magistrato dell'epoca di aver visto la ragazza entrare nella caserma dei carabinieri di Arce il 1 giugno del 2001 e di non averla più vista uscire.

 Nel 2011 a tre anni da questa ulteriore tragedia, la procura di Cassino chiede l'archiviazione delle cinque persone indagate per insufficienza di prove. Si tratta del maresciallo Franco Mottola, ex comandante della caserma di Arce, del figlio Marco, della moglie Anna Maria e dei carabinieri in servizio all'epoca della scomparsa di Serena, Vincenzo Quatrale e Francesco Suprano. La famiglia Mollicone presenta opposizione alla richiesta di archiviazione e il gip del tribunale di Cassino Angelo Valerio Lanna accoglie questa istanza e rinvia gli atti alla procura chiedendo ulteriori approfondimenti.

Nel 2016 si dispone la riesumazione della salma della ragazza. I risultati dell'autopsia vengono ritenuti clamorosi e sufficienti dalla procura per poter chiudere le indagini e chiedere il processo, A essere accusati di omicidio volontario e occultamento di cadavere sono l'ex maresciallo Mottola, la moglie e il figlio. L'ex vicecomandante Vincenzo Quatrale è accusato di concorso esterno in omicidio e istigazione al suicidio nei confronti di Tuzi, l'appuntato dei carabinieri Francesco Suprano  deve rispondere nel reato di favoreggiamento. 

Il processo ha inizio il 19 marzo 2021 in corte d'assise di Cassino. I pubblici ministeri Beatrice Siravo e Maria Carmen Fusco chiedono le condanne di tutti gli imputati: 30 anni per Franco Mottola, 24 per il figlio e 21 per la moglie. E poi 15 anni per Quatrale e 4 anni per Suprano. La tesi dell'accusa: "La famiglia Mottola è tutta coinvolta nell'omicidio di Serena Mollicone, così come la famiglia Ciontoli lo era nell'omicidio di Marco Vannini": Il riferimento è al 19enne ucciso nella notte tra il 17 e il 18 maggio 2015 da un colpo di pistola mentre era a Ladispoli nella casa della famiglia Ciontoli, condannata definitivamente in Cassazione.

Gli indagati hanno sempre respinto le accuse. Nel corso dell'ultima udienza il legale della difesa ha puntato il dito contro "l'incalzante ed esasperante interesse mediatico" . Secondo la difesa della famiglia Mottola, ''la procura di Cassino ha indicato una serie di supposizioni nemmeno presunzioni e attraverso di esse ha tentato di mettere in piedi un cartello accusatorio che non sta né in cielo né in terra. Non c'è una prova che possa definirsi tale a carico dei Mottola e pertanto non credo che la Corte possa emettere una sentenza di affermazione della responsabilità".

La famiglia Vannini: "Serena come Marco, dovevano essere protetti"

In aula oggi per la chiusura di questa lunga vicenda anche Valerio e Marina Vannini. "Siamo qui per un atto dovuto nei confronti di un padre coraggio - hanno detto i genitori di Marco Vannini,. Guglielmo (il padre di Serena scomparso il 31 maggio 2020 all'ospedale Spaziani di Frosinone dove era in coma dal 27 novembre 2019 in seguito a un infarto, ndr) ha sempre sostenuto le nostre iniziative e noi abbiamo sentito il dovere morale di essere presenti qui oggi. Noi oggi rappresentiamo Guglielmo, un padre coraggio".  (Video di FrosinoneToday)

"Ho rivissuto la tragedia di mio figlio, Marco era nella casa dove doveva essere protetto. Serena era in una caserma dove doveva essere protetta anche lei. E invece non è stato così", le parole della mamma di Marco Vannini.

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