Mercoledì, 29 Settembre 2021
Cronaca Frosinone

Serena Mollicone, il verbale di Santino Tuzzi: "In caserma era passata diverse volte"

Gli ultimi sviluppi delle indagini sulla morte della studentessa. La ricostruzione di FrosinoneToday

Il mistero della presenza di Serena Mollicone nella caserma di Arce (Frosinone) potrebbe essere svelato dall'ordine di servizio stilato dal maresciallo Franco Mottola e inerente il primo giugno del 2001. Se il documento, oggi in mano agli esperti di grafologia del Ris dei Carabinieri, dovesse mostrare delle manomissioni, allora vuol dire che qualcuno ha falsificato le firme e cancellato delle altre.

Come scrive Angela Nicoletti su FrosinoneToday, la Procura di Cassino e gli investigatori della Compagnia dei Carabinieri di Pontecorvo, che da due anni stanno nuovamente indagando, e con grande successo, sull'omicidio della studentessa di diciotto anni, sono certi che nel giorno della sua morte nella caserma di Arce vi fossero altre persone, magari sottufficiali che però non risultavano essere in servizio.

Troppe domande senza risposta

Come si è arrivati a dedurre ciò? Il personale del colonnello Fabio Cagnazzo, comandante provinciale dei carabinieri di Frosinone, ha visionato il verbale di interrogatorio firmato dal brigadiere Santino Tuzi. Il carabiniere a domanda del magistrato dell'epoca titolare delle indagini, il procuratore capo Gianfranco Izzo, risponde che "ho visto Serena arrivare ed ho aperto il cancello. Non mi sono preoccupato di dove andasse perché in caserma era passata diverse volte. Dall'inteforno una voce mi ha detto di farla entrare. Io alle 14.30 sono andato via dalla caserma ma lei non era ancora scesa".

Dove andava Serena? tava forse collaborando nel ricostruire qualche indagine? Se Santino Tuzi avesse saputo che la ragazza era in pericolo sarebbe andato via, essendo padre di una ragazza quasi coetanea della giovane uccisa? E se vi fosse stato un altro sottufficiale presente quel giorno nella caserma di Arce perché non ha riferito, come ha fatto Tuzi, su quanto fosse a conoscenza?

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Il papà di Serena Mollicone. ANSA/ANTONIO NARDELLI

L'interrogatorio di un testimone chiave

Per trovare una risposta a così tanti quesiti, il procuratore capo Luciano d'Emmanuele ed il sostituto procuratore Maria Beatrice Siravo hanno chiesto altri due importanti accertamenti: una perizia calligrafica sull'ordine di servizio e l'audizione, quindi l'interrogatorio, di una persona che da anni vive all'estero ma che all'epoca dei fatti era ad Arce e che forse può essere a conoscenza di qualche importante risvolto. La perizia stilata dal medico legale Cristina Cattaneo è ineccepibile sulle dinamiche che hanno portato alla morte di Serena, anzi al suo assassinio. L'impatto contro la porta della caserma e il successivo soffocamento. Quello che resta da capire è chi ha picchiato la ragazza fino al punto di romperle il dito di una mano, di provocarne un trauma cranico e una lesione al padiglione auricolare, prima di stordirla facendole sbattere la tempia sinistra, con violenza, contro la porta dell'alloggio di servizio all'epoca dei fatti in uso alla famiglia Mottola.

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