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Lunedì, 24 Gennaio 2022
CRONACA

Crisi, 007 lanciano l'allarme: "Possibili attentati spettacolari"

Secondo la relazione dei Servizi segreti al Parlamento, c'è il concreto pericolo di un innalzamento delle tensioni sociali, mentre la crisi economica favorisce l'attacco al made in Italy da parte di compagnie straniere

ROMA - "Innalzamento delle tensioni sociali e intensificazione delle contestazioni a esponenti di governo, nonché rappresentanti di partiti politici e sindacali". E possibili "attentati spettacolari". Se la crisi economica non dovesse allentare la morsa, sarebbero questi i rischi concreti paventati dai servizi segreti italiani nella relazione annuale al Parlamento.

Il "massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali", affermano gli 007, ha contribuito a contenere le tensioni accumulatesi in diversi ambiti, dalla protesta degli autotrasportatori in Sicilia alla campagna contro Equitalia, dalla Tav alla scuola. Ora però, "in assenza di segnali di un'inversione del ciclo congiunturale - si legge nella Relazione predisposta dal Dipartimento informazioni e sicurezza diretto da Giampiero Massolo - l'incremento delle difficoltà occupazionali e delle situazioni di crisi aziendale, potrebbe minare progressivamente la fiducia dei lavoratori nelle rappresentanze sindacali, alimentare la spontaneità rivendicativa ed innalzare la tensione sociale, offrendo nuove opportunità ai gruppi dell'antagonismo", per "intercettare il dissenso e incanalarlo verso ambiti di elevata conflittualità".

In questo ambito, affermano gli 007, "si prospetta il rischio di un'intensificazione delle contestazioni nei confronti di esponenti di governo e personalità di rilievo istituzionale, nonché rappresentanti di partiti politici e sindacali considerati non sufficientemente impegnati nella difesa dei bisogni emergenti".

Una situazione che ha portato i movimenti antagonisti ad una "rinnovata disponibilità al confronto" e che, di fronte ad "un eventuale aggravamento dello scenario congiunturale" potrebbe "costituire fattore di aggregazione e generalizzazione del dissenso, favorendo l'azione delle frange antagoniste che mirano alla radicalizzazione dell'offensiva sociale".

Il ferimento dell'ad dell'Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi ha segnato "l'innalzamento del livello della minaccia" portata dagli anarco-insurrezionalisti, affermano gli 007. E l'attuale situazione economica viene vista in quegli ambienti come "potenzialmente favorevole" al progetto che vede al centro "l'azione diretta". E' in quest'ottica infatti, dicono i Servizi, che si registrano appelli ed esortazioni a "superare le esitazioni" e mettere in atto "interventi conflittuali" che puntino al "sovvertimento del sistema".

Gli arresti di diversi presunti anarco-insurrezionalisti, è la lettura che danno gli 007, hanno però frenato questo progetto: "Da allora si registra infatti una stasi operativa della Federazione Anarchica Informale, con tutta probabilità ascrivibile alla necessità di non evidenziarsi in una fase di accentuata pressione investigativa". Ciò non significa però che il movimento è stato sconfitto. Anzi, "si ritiene che la minaccia rimanga potenzialmente estesa e multiforme, suscettibile di tradursi in una gamma di interventi. Eventualità che - scrivono gli 007 - può comprendere sia attentanti 'spettacolari' potenzialmente lesivi come quelli tradizionalmente messi in atto dai gruppi Fai, sia iniziative di non elevato spessore ad opera di altre sigle eventualmente emergenti, non dotate delle medesime capacità tecnico operative, come anche attacchi non rivendicati, in linea con la visione classica dell'anarco-insurrezionalismo".

Gli 007 individuano anche i possibili "scenari di scontro": i poteri economico-finanziari, le forze dell'ordine e le forze armate, le lotte ambientaliste, l'opposizione al 'dominio tecnologico', gli autori delle riforme del welfare e del lavoro, le espressioni di quella che i Servizi chiamano "società del benessere".

Quanto alla minaccia rappresentata dagli eredi delle Br, gli 007 affermano che quegli ambienti, soprattutto nel settore carcerario, hanno fatto arrivare diverse sollecitazioni ma "non sono sembrati in grado di condurre un'efficace opera di infiltrazione, proselitismo e reclutamento". Non è affatto escluso però che un inasprimento delle tensioni sociali "potrebbe indurre queste componenti a tentare di inserirsi strumentalmente in realtà aziendali caratterizzate da forti contrapposizioni". Così come "restano ipotizzabili azioni di propaganda di modesto spessore operativo, rivendicate anche da sigle inedite, per alimentare una progressiva radicalizzazione delle istanze contestative".

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