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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Clemenza

Chi sono le sette persone graziate da Mattarella

Tra gli altri, c'è un ex separatista altoatesino condannato all'ergastolo per azioni terroristiche. E un uomo condannato per l'omicidio della sorella "in un contesto di grave disagio"

Sette provvedimenti di clemenza individuale. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha concesso la grazia a sette persone, condonando del tutto o in parte le pene per cui erano state condannate. Il potere di concedere la grazia è una facoltà che nell'ordinamento italiano appartiene al presidente della Repubblica, in base all'articolo 87, comma 11, della Costituzione. Le persone graziate da Mattarella sono Heinrich Sebastian Oberleiter, Michele Strano, Carlo Garrone, Francesco Domino, Giuseppe Minisgallo, Bruno Cosimo e Cristina Langella.

In una nota della presidenza della Repubblica, per ognuno di loro è stata fornita la motivazione della grazia. Dal suo insediamento nel febbraio del 2015, il capo dello Stato ha firmato in tutto 33 provvedimenti di grazia per altrettante persone. Ecco le loro storie.

Heinrich Sebastian Oberleiter, nato nel 1941, era stato condannato all'ergastolo per la partecipazione ad atti terroristici compiuti in Alto Adige tra il 1966 e il 1967. Oberleteir, che ha 80 anni, faceva parte di un'organizzazione terroristica di separatisti altoatesini. Oberleteir era stato condannato in contumacia, senza mai scontare la pena, poiché al momento della condanna risiedeva in Austria e il governo austriaco aveva sempre negato la sua estradizione in Italia. Nell'adottare il provvedimento di grazia, il capo dello Stato ha tenuto conto del fatto che le azioni terroristiche compiute da Oberleiter non provocarono morti, oltre che del ravvedimento del condannato che "ha espresso ripudio della violenza e forte rammarico per le vittime di tutti gli attentati di quel periodo e per il dolore arrecato alle loro famiglie", della sua età, del parere favorevole del procuratore generale competente e del perdono concesso dalle due persone offese, "nonché della condizione di generale concordia da tanto tempo raggiunta a distanza da quella stagione".

Carlo Garrone, nato nel 1941, era stato condannato a quattordici anni di reclusione per l'omicidio della sorella commesso nel 2014, "in un contesto di grave disagio". Nell'adottare l'atto di clemenza, che consiste nella riduzione di un anno e tre mesi di reclusione, Mattarella ha tenuto conto dell'età e delle condizioni di salute del condannato, che ha 78 anni. Michele Strano, nato nel 1968, era stato condannato a sei anni, due mesi e venti giorni di carcere per omicidio volontario, delitto commesso nel 2012 a Reggio Calabria nel corso di una rapina ai suoi danni nella quale era rimasto ucciso anche suo fratello. La grazia di Mattarella consiste nella riduzione della pena di un anno. Nella nota del Quirinale si legge che, nel concedere la grazia, Mattarella ha tenuto conto del percorso di riconciliazione avvenuto tra i familiari delle due vittime. Sia per Strano che per Garrone, la grazia fa sì che resti loro da espiare una pena non superiore a quattro anni di reclusione, limite che consente al tribunale di sorveglianza che vengano scarcerati e affidati in prova ai servizi sociali.

Francesco Domino, nato nel 1972, era stato condannato a tre anni e nove mesi di carcere per bancarotta fraudolenta, reato commesso nel 2011. Per lui il presidente della Repubblica ha ridotto la pena di dieci mesi. Mattarella ha tenuto conto del fatto che Domino sta scontando la pena in Belgio, ai sensi della disciplina dell'Unione europea sul reciproco riconoscimento delle condanne emesse da altri Stati membri. Il Quirinale specifica che per effetto del provvedimento di grazia, la pena di Domino scende al di sotto del limite massimo di anni per cui la legge belga prevede la detenzione in carcere.

Giuseppe Minisgallo, invece, era stato condannato in passato per delitti associativi e aveva già scontato interamente la pena nel 2011. È stato graziato per la pena accessoria dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici. Nel provvedimento Mattarella ha tenuto conto del reinserimento sociale e lavorativo di Minisgallo e del parere favorevole espresso dal procuratore generale. Cosimo Bruno era stato condannato per guida in stato di ebbrezza, per fatti commessi nel 2009. A lui, residente in Francia, è stata concessa la grazia di tre mesi di arresto, ma non è stata eliminata la pena di duemila euro di ammenda. Nel valutare la sua domanda di grazia, Mattarella ha considerato il tempo trascorso dalla commissione del reato e l'inserimento lavorativo dell’interessato all’estero.

Il capo dello Stato ha graziato anche Cristina Langella, che aveva ricevuto un'ammenda di 450 euro per il reato di rifiuto di indicazioni sulla propria identità personale, ovvero il rifiuto di fornire le proprie generalità a un pubblico ufficiale, reato punito sulla base dell'articolo 651 del codice penale. Nel concedere la grazia Mattarella ha tenuto conto della modesta gravità del fatto e del parere favorevole del competente procuratore generale.

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