Sabato, 19 Giugno 2021
Migranti

I cento giorni di Ventimiglia, tra sgomberi e solidarietà

Tutto è cominciato a giugno, quando il primo sgombero dei profughi bloccati sul confine aveva mosso le coscienze europee. Attivisti e migranti hanno trovato nel presidio un luogo dove dormire, mangiare e informarsi. Servizi che dopo il secondo sgombero non verranno garantiti

VENTIMIGLIA - Tutto comincia in mattinata:mentre albeggia le forze dell'ordine arrivano al presidio nella pineta di Ventimiglia, che da cento giorni porta avanti la protesta "no borders". Qui ci sono i profughi che lo stato francese non ha voluto nei propri confini e i solidali, una serie di attivisti da tutta Europa. Tutti si spostano dalla pineta agli scogli, gli stessi dove la protesta che aveva attirato le attenzioni delle istituzioni europee, era cominciata il 13 giugno. Poi i mesi sono passati, i riflettori si sono spenti, i manifestanti non se ne sono andati e alla fine è arrivato il secondo  sgombero.

GLI SCOGLI DELLA VERGOGNA - Il presidio permanente No Borders era nato come risposta allo scandalo della chiusura delle frontiere e si era trasformato in una realtà in cui i solidali fornivano ai migranti informazioni sul sistema di richiesta di asilo, assistenza legale e medica. L'amministrazione ha deciso comunque di sgomberare nonostante questi servizi, accessibili e gratuiti al presidio, non verranno garantiti. Ma che il presidio No Borders desse fastidio non è una novità: mentre i riflettori calavano sulla scogliera, in questi mesi sono state fatte oltre 30 denunce e a otto degli attivisti impegnati nella protesta è stato recapitato un foglio di via.

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UNA QUESTIONE POLITICA - Un vero e proprio problema politico, come ha ammesso lo stesso sindaco di Ventimiglia Enrico Iaculano: "Devono spostarsi, dove andranno lo valuterà la questura, ma questa situazione non poteva più andare avanti. Capiamo le motivazioni della loro protesta ma il campo era abusivo e ci vuole rispetto per una città che è stata accogliente e ospitale". Così è arrivato lo sgombero chiesto più volte direttamente al ministero degli Interni Angelino Alfano: "Alfano aveva rassicurato che sarebbe stato tutto risolto, e invece l'estate è passata senza che accadesse nulla, salvo il fatto che i migranti fossero sempre lì nel campo No Borders" affermano in una nota i senatori M5s in commissioni Esteri e Difesa.

Se a giugno lo sgombero dei profughi in attesa di raggiungere la Francia aveva scosso le coscienze europee, oggi la stessa misura viene definita "necessaria" e il problema rimane, assieme ai migranti sugli scogli. Sul tavolo c'è una questione fondamentale che l'amministrazione della città e il ministero degli Interni devono risolvere: dove finiranno queste persone?

La solidarietà a migranti e solidali non si è fatta aspettare: in diverse città in Italia e nella stessa Ventimiglia sono state organizzate manifestazioni. Intanto alla frontiera è arrivato il vescovo di Ventimiglia-Sanremo, monsignor Antonio Suetta, che ha ribadito la propria disponibilità a cercare una soluzione alternativa al presidio per l'accoglienza, in vista dell'arrivo dell'inverno. Ma il punto non è l'accoglienza: chi si trova qui non vuole essere accolto e il presidio, oltre a dare assistenza ai profughi, rappresenta una voce libera e di protesta contro le politiche europee sulle migrazioni, che finora hanno mostrato di non essere adeguate alla situazione che si sta vivendo. 

Alla fine migranti e attivisti di "No Borders" hanno lasciato volontariamente la scogliera: i profughi saranno accompagnati al centro di prima assistenza, mentre i no border in questura per l'identificazione. 

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