Giovedì, 5 Agosto 2021
Cronaca

Siccità, in Sardegna è un dramma: "Molte imprese agricole rischiano di chiudere"

Nei campi tradizionalmente fertili della Nurra non cresce quasi nulla. Non si erano mai registrate annate con così poca pioggia. E la situazione è davvero allarmante, perché l'estate, tradizionalmente molto secca in questa zona dell'isola, è ancora molto lunga

Ansa, foto simbolo

Una siccità del genere non si verificava da quasi un secolo. Nei campi tradizionalmente fertili della Nurra (la vasta area agricola pianeggiante del nord-ovest della Sardegna, tra Alghero, Sassari, Porto Torres e Stintino) non cresce quasi nulla: solo terra, polvere e qualche coraggiosa pianta che resiste sotto al sole di fine luglio. Dal 1922 (prima non si teneva traccia delle precipitazioni)  non si registravano annate con così poca pioggia. E la situazione è davvero allarmante, perché l'estate, tradizionalmente molto secca in questa zona dell'isola, è ancora molto lunga. E la siccità straordinaria del 2017 va ad aggiungersi alle ultime due annate non certo abbondanti in quanto a precipitazioni.

Le testimonianze sono drammatiche

Coldiretti Sardegna ha raccolto le testimonianze di tanti imprenditori agricoli in difficoltà. La siccità straordinaria è solo  il colpo di grazia ad un comparto agricolo già debilitato da tante problematiche: prodotti remunerati meno di 30 anni fa, premi comunitari che arrivano a singhiozzo e spesso neppure arrivano, fauna selvatica, costi dell’acqua. Ormai sono diverse le aziende che stanno per chiudere i battenti. Ad Alghero la giovane Chiara Carboni rischia di non avere prodotti in autunno perché non può programmare le colture (si occupa di ortofrutta) visto che l’acqua irrigua arriva uno-due giorni la settimana e i pozzi aziendali si stanno prosciugando. A Nulvi Alessandro Sechi, pastore che trasforma il latte in formaggi innovativi, come quello senza lattosio e impagliato, è stato costretto a svendere 150 pecore per non lasciarle morire di sete e fame.

Siccità in Sardegna

Un quadro drammatico - spiegano dal Consorzio di Bonifica della Nurra - che si inserisce in un contesto pluriennale altrettanto difficile e deficitario durante il quale le precipitazioni sono state così ridotte da caratterizzare il quadriennio 2013-2017 come uno dei più critici mai registrati in tutta l'Isola. In questi giorni la riserva d'acqua presente nel sistema dei bacini della Nurra è di poco inferiore ai 24 milioni di metri cubi d'acqua: il volume invasato nel Temo è appena il 24% di quello autorizzato, nel Cuga il 15% e nel Bidighinzu il 14%.

Aziende agricole in difficoltà

"Nonostante le numerose difficoltà incontrate fino a oggi - afferma il presidente del Consorzio Gavino Zirattu - stiamo cercando di assicurare per ogni zona irrigua approvvigionamenti entro un periodo variabile dai tre ai cinque giorni. Per scongiurare questa situazione, dall'inizio dell'anno abbiamo palesato alla Regione le difficoltà che avremmo affrontato durante la stagione irrigua chiedendo interventi immediati e mirati ad arginare la crisi idrica. Adesso auspichiamo che l'apporto d'acqua dal rio Mannu e dal pozzo di Sella & Mosca possano garantire un po' di respiro alle aziende agricole della Nurra. Ma per evitare che l'anno prossimo il nostro territorio si trovi ancora costretto a fronteggiare una crisi di questa portata - continua Zirattu - è necessario che la politica regionale programmi al più presto degli interventi volti alla captazione delle acque altrimenti destinate a mare, al ripristino dei pozzi e al miglioramento della rete idrica".

Volume idrico più che dimezzato

I numeri parlano da soli. All'inizio della primavera, quando prende il via la stagione irrigua, nel sistema Temo-Cuga-Bidighinzu si registrava un volume idrico di appena 34,82 milioni di mc d'acqua. Nello stesso giorno dei 4 anni precedenti, tale volume era rispettivamente di 104,44 mln nel 2013; 92,13 mln nel 2014; 88,15 mln nel 2015; 76,15 mln nel 2016. Un calo drastico. 

Stato di calamità naturale

"Bene ha fatto il ministero all'Agricoltura a riconoscere lo stato di calamità naturale per la Sardegna e ad attivare il fondo di solidarietà - dice il presidente della Coldiretti Nord Sardegna, Battista Cualbu -. L'assenza di acqua sta gravando sui raccolti e molti imprenditori agricoli avrebbero trovato enormi difficoltà ad onorare i pagamenti. Ma se l'anno prossimo non vogliamo trovarci nella stessa situazione, è necessario attuare degli interventi immediati per favorire la conservazione della risorsa idrica all'interno dei nostri bacini"

Problemi nelle località turistiche

In difficoltà non sono solo le tante aziende agricole della Sardegna. La chiusura notturna dell'acqua è già realtà da giorni in una delle maggiori località turistiche dell'isola, Alghero. Qui, a causa dell’aumento dei consumi in distribuzione e in relazione alla necessità di recuperare livelli di quota del serbatoio di Monte Agnese, Abbanoa ha stabilito una variazione dell’orario di chiusura notturna dell’erogazione idrica. Dalle 22.00 alle 5 del mattino nons cende acqua dai rubinetti, con inevitabili disagi per le tante attività commerciali aperte fino a tardi nella bella stagione. Qualora l’andamento dei consumi lo renderà possibile – assicura l’ente gestore del servizio idrico - gli orari di interruzione verranno contenuti. Ma le piogge tardano ad arrivare, e non basterà certo qualche temporale agostano a portare la situazoone alle normalità. I centri che potranno subire restrizioni idriche nelle prossime settimane sono decine.

L'assessore Balzarini: "C'è preoccupazione"

Da nord a sud della Sardegna diversi bacini sono ai minimi storici di riempimento e non è possibile garantire l'acqua per tutte le 24 ore nel periodo tra i più caldi dell'anno. "È una situazione complicata", spiega l'assessore ai Lavori pubblici, Edoardo Balzarini, "è normale che ci sia preoccupazione da parte di tutto il sistema".

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