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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Il caso

Terrorismo, stazioni come aeroporti: più controlli sui treni

Biglietti nominativi sui treni internazionali, pattuglie sui convogli e maggiori controlli su passeggeri e bagagli nelle stazioni: è la risposta dell'Europa all'attacco terroristico contro il Tgv in Francia

ROMA - Biglietti ferroviari nominativi sui treni a lunga percorrenza, pattuglie miste sui convogli transfrontalieri e più controlli sulle persone e sui bagagli nelle stazioni ferroviarie. I ministri di otto Paesi europei (più la Svizzera), riuniti ieri a Parigi per discutere di sicurezza ferroviaria dopo l’attacco terroristico del ventuno agosto scorso sul treno ad alta velocità che viaggiava da Amsterdam a Parigi, hanno deciso di intensificare le misure di sicurezza già esistenti e di mettere in cantiere il biglietto nominativo per i lunghi percorsi.

"Ma - ha sottolineato Graziano Delrio, ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture che rappresentava l’Italia insieme con il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico - Schengen non si tocca, perché la libera circolazione delle persone è una scelta di civiltà".

I ministri europei si sono riuniti ieri pomeriggio a place Beauvau, sede del ministero dell’Interno francese, attorno a Bernard Cazeneuve, il titolare dell’Interno francese che aveva lanciato l’iniziativa. Nel comunicato finale i ministri hanno chiesto un rafforzamento della pattuglie miste, che già sono operanti a livello transfrontaliero, ed hanno lanciato alcuni appelli: alla Commissione europea per rafforzare le norme contro le armi da fuoco; ai servizi di informazione dei Paesi membri ad intensificare quanto possibile la loro cooperazione. Per i rappresentanti di Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna, Belgio, Lussemburgo, Olanda e Svizzera, è altresì "indispensabile procedere ad operazioni di controllo simultanee e coordinate su tratte mirate", secondo quanto riassunto al termine dei lavori da Cazeneuve. Il quale ha lasciato capire che nel corso dei lavori si è parlato anche di come intervenire su questi percorsi considerati particolarmente a rischio. Su di una di queste non ci sono evidentemente dubbi: Amsterdam-Bruxelles-Parigi, la tratta ad alta velocità dove il ventuno agosto scorso, il marocchino Ayoub el Khazzani è stato neutralizzato in un vagone del Thalys dopo aver fatto fuoco con un kalashnikov ed aver ferito diverse persone.

Francia, uomo armato spara su treno Amsterdam-Parigi | Foto da Twitter

Il ministro francese ha parlato a più riprese di "determinazione a utilizzare tutti i sistemi di informazione di Schengen oltre che a garantire la libera circolazione. E' in gioco la sicurezza dei viaggiatori, dei cittadini e il nostro stato di diritto", ha aggiunto. Ci saranno "più controlli di identità e dei bagagli nelle stazioni, ma anche sui treni ovunque sia necessario". Più pattuglie miste sui convogli transfrontalieri, biglietti nominativi e - allo stadio di ipotesi - possibilità di autorizzare gli agenti della polizia ferroviaria a consultare direttamente le banche dati di Schengen con le informazioni sulle persone. Per Delrio, in vista di questi controlli rafforzati, "l’Italia è sulla strada e sull’esperienza di altri Paesi dopo il varo dei controlli agli accessi ai binari grazie ai varchi".

Dobbiamo però fare qualche passo in più - ha aggiunto - perché come abbiamo visto, i pericoli esistono. C’è da oggi un’attenzione maggiore rispetto al passato, c’è bisogno di arrivare rapidamente ad alcune decisioni più forti in Europa.  
 

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