rotate-mobile
Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Processo Mediaset

Il Cav si arrende: "E ora rieducatemi, ma con calma"

Berlusconi diviso fra i domiciliari e i servizi sociali: "Essere rieducato a 77 anni è sconvolgente". Ma l'affido ad una comunità gli consentirebbe di vivere a Roma e di essere "più libero"

ROMA - Fiducia a Letta, unità del Pdl più o meno recuperata e un voto in Giunta che è andato esattamente come pronosticato. La vita politica di Silvio Berlusconi procede, tutto sommato, sui binari della prevedibilità. Non si può dire altrettanto, invece, per la vita personale, o giudiziaria, del Cavaliere che fa registrare continue accelerate e brusche frenate. Ieri sera l'annuncio del legale del leader del Pdl, Franco Coppi: "Chiederemo l'affidamento in prova ai servizi sociali". Questa mattina la, parziale, frenata del diretto interessato: "C'è tempo, ancora tempo. Fatemi ragionare". 

Un po' di tempo effettivamente ancora c'è, ma il 15 ottobre, giorno in cui Berlusconi dovrà decidere tra servizi sociali e arresti domiciliari, si avvicina a grandi falcate. La condanna a quattro anni per frode fiscale nel processo Mediaset in un modo o nell'altro va scontata. E questo Silvio lo sa. Per questo, nonostante dica ai quatto venti che "c'è ancora tempo", passa giorno e notte con i suoi fedelissimi, e con i suoi legali, alla ricerca della strada migliore. 

Coppi, l'ha individuata e l'ha suggerita al Cav: servizi sociali. Un suggerimento corredato da tutti i possibili vantaggi, tanti: altri mesi da uomo libero davanti, finché il Tribunale di Milano non si esprime sulla richiesta, e soprattutto una libertà di movimento (anche politico) che verrebbe annullata dagli arresti domiciliari. Silvio ha sorriso, si è illuminato, ma poi ha tentennato.  

Perché? "Fare domanda per i servizi sociali equivale ad ammettere una colpa - spiega una fedelissima - mentre lui non fa che ripetere di essere innocente". Bel problema. E ancora: "Per lui, a 77 ani, l'idea di dovere essere rieducato è sconvolgente", rivela un altro pidiellino. 

Sconvolgente o meno, però, Berlusconi ci sta pensando. E avrebbe già addirittura individuato l'associazione che fa al caso suo: il Ceis, la comunità terapeutica fondata da don Mario Picchi che già ospitò Cesare Previti. Dove ha sede il Ceis? A Roma, dove il leader del Pdl ha preso la residenza. Un particolare che potrebbe spingere il Cav ad accettare la rieducazione. Ma con calma, certo. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il Cav si arrende: "E ora rieducatemi, ma con calma"

Today è in caricamento