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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Il caso / Roma

Simone Borgese: le tre violenze del presunto stupratore seriale e la coincidenza delle date

L'uomo accusato di violenza sessuale aggravata a Roma era stato già condannato per stupro per un episodio avvenuto l'8 maggio 2015 e scarcerato nel 2021. In seguito a questa prima condanna, anche una 17enne lo ha riconosciuto nelle foto e ha sporto denuncia. L'ultima vittima è una studentessa.. Per lui il gip ha disposto i domiciliari

È inquietante la coincidenza delle date: l'8 maggio. In quel giorno di nove anni fa Simone Borgese, 39 anni, aveva già colpito. Nel 2015, sotto un viadotto nella zona di Piana del Sole, periferia sud della capitale sulla strada che conduce all'aeroporto di Fiumicino, il romano, ai tempi trentenne, aveva violentato e rapinato una tassista. L'8 maggio di quest'anno, ancora una violenza sessuale, questa volta ai danni di una studentessa che aspettava alla fermata dell'autobus. Sullo sfondo, secondo gli inquirenti, c'è il timore di avere a che fare con uno stupratore seriale.

Partiamo dall'ultimo episodio, secondo la ricostruzione degli investigatori. L'uomo ha avvicinato una studentessa alla fermata dell'autobus e, con la scusa di aver bisogno di informazioni stradali, l'ha convinta a salire in macchina. È successo lo scorso 8 maggio in via della Magliana, a Roma. La vittima ha denunciato il fatto alla polizia che, nei giorni scorsi, ha identificato e arrestato il 39enne romano con l'accusa di violenza sessuale aggravata. Si tratta di Simone Borgese, già condannato nel 2015 a sette anni e mezzo di carcere per aver violentato una tassista alla Piana del Sole, frazione della capitale verso Fiumicino. Anche il primo stupro era avvenuto l'8 maggio, ricorrenza che fa ipotizzare possa trattarsi di un violentatore seriale. Era stato scarcerato nel 2021.

Simone Borgese ai domiciliari

L'ultimo episodio ha avuto luogo nel primo pomeriggio dell'8 maggio 2024. La giovane vittima era alla fermata dell'autobus quando le si è accostata accanto un'auto con all'interno un uomo che le ha chiesto informazioni per raggiungere il grande raccordo anulare. La ragazza si è avvicinata per fargli vedere il tragitto da seguire su un'app del cellulare e lui, mostrandole il telefono quasi scarico, l'ha convinta a salire in macchina per accompagnarlo. A quel punto Borgese, dopo averle fatto avances insistenti e averle sottratto il cellulare con la scusa di una telefonata, l'ha portata in una zona isolata dove l'ha violentata. La studentessa è stata poi riaccompagnata nei pressi di villa Bonelli e fatta scendere dall'auto. La vittima ha sporto denuncia e la polizia del distretto San Giovanni, anche grazie alle informazioni fornite dalla giovane e alle telecamere di sorveglianza presenti sul tragitto percorso dall'uomo, è riuscita a identificarlo e ad arrestarlo. Per lui la procura aveva chiesto la detenzione in carcere, ma il gip ha disposto gli arresti domiciliari.

Il racconto della studentessa violentata

"Mi ha fatto sentire in colpa" ha raccontato la studentessa ventenne vittima dello stupro. "Diceva: 'non mi stai aiutando in una situazione come questa'. Poi continuava a ripetere che aveva il telefono scarico. Io continuavo a rispondergli: 'nella tua macchina non salgo'. È stato veramente un attore, un manipolatore. Non sarei mai salita sulla macchina di uno sconosciuto. Non sono stata abbastanza lucida per la situazione che si era creata, vedevo le macchine ferme da un lato e dall'altro della strada, il traffico, lui con lo sportello aperto". La giovane subito dopo la violenza ha preso un treno e si è confidata con due ragazze che l'hanno vista sconvolta. "Non mi sono pentita di aver denunciato perché era la cosa giusta da fare e il prima possibile - ha raccontato -. In quel momento io non avevo ben in mente che cosa fare ma sapevo solo che volevo starmene a casa e stare in un posto tranquillo. Sono state queste due ragazze che mi hanno aiutato a venire qui in questura a denunciare".

Le precedenti condanne

La vittima è stata chiamata a riconoscere l'aggressore, identificato appunto come Simone Borgese, già noto alle forze dell'ordine per reati di stupro e violenza. Gli abusi sessuali per i quali l'uomo ha già scontato una pena in carcere di sette anni e mezzo sono avvenuti l'8 maggio del 2015. Una coincidenza di date che fa pensare a un caso di serialità. Nel caso di nove anni fa la vittima fu una tassista, fermata in strada con la richiesta di una corsa verso Fiumicino. Durante il tragitto, però, Borgese fece cambiare più volte strada alla donna fino a ritrovarsi in una zona isolata. Qui la picchiò e violentò. Borgese era stato poi condannato di nuovo nel 2022, questa volta a due anni e dieci mesi, dopo aver aggredito e molestato sessualmente una ragazza di 17 anni all'interno di un ascensore di Roma. La giovane lo aveva riconosciuto grazie alle foto pubblicate dai giornali dopo la violenza sessuale sulla tassista. 

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