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Giovedì, 9 Dicembre 2021
STORIE DALLA CRISI

Il sindaco in sciopero della fame per salvare l'ospedale

Si chiama Francesco "Ciccio" La Rosa ed è il primo cittadino di Niscemi, in provincia di Caltanissetta. Dopo che il personale dell'ospedale della città è stato tagliato ha fatto il gesto eclatante. Ci racconta della sua protesta

Si chiama Francesco La Rosa e in realtà la cittadina di cui è sindaco è famosa alle cronache per altri motivi. In contrada Ulmo, a pochi passi da Niscemi, c'è il Muos, sistema di difesa satellitare ad altissima frequenza contestato in maniera determinata dalla popolazione locale. I suoi campi magnetici sono dannosi alla salute e alla navigazione aeree del vicino aeroporto Maglicco di Comiso. Poi è arrivata un'altra notizia: chiuderà l'ospedale cittadino. 

LA STORIA - Circa un anno fa era stata annunciata la chiusura di Suor Cecilia Basarocco e piano piano è iniziato il suo smantellamento: fino a pochi giorni fa qui lavorava solo un medico, che doveva coprire il pronto soccorso, la medicina interna e non aveva neppure la possibilità di assentarsi (per malattia, ad esempio). Una situazione che aveva portato alla disperazione dei cittadini e all'esasperazione del loro sindaco. Il comitato Mamme No Muos avevano dichiarato rassegnate: "Non ci resta che prendere i nostri figli, le nostre famiglie, ed andar via da questi luoghi". Il loro sindaco, dopo mesi di richieste in regione e di proposte all'amministrazione sanitaria locale, ha deciso di iniziare lo sciopero della fame. Non solo: avrebbe anche presidiato a oltranza l'edificio del Suor Cecilia Basarocco, finché la chiusura non fosse stata scongiurata e nuovo personale assunto. Una parte dell'ospedale ha iniziato a essere il suo ufficio personale.

Ma non è stata una scelta di una testa calda. Ciccio La Rosa ci spiega al telefono:

Abbiamo denunciato la situazione  all'Asl  di Caltanissetta continuamente. Qui  nell'utimo  anno e mezzo sono cambiati 5 manager, ci sono stati  commissari su commissari e non è cambiato nulla. Come cittadini abbiamo messo anche in campo delle proposte per risolvere il problema dell'ospedale ma nessuno di dava ascolto


LA PROTESTA - Così in realtà il gesto eclatante del sindaco è stato soltanto l'ultimo di una lunga serie di gesti di protesta, portati avanti da tutti i cittadini di Niscemi. Ci sono voluti però ben nove giorni di sciopero della fame e due ricoveri ospedalieri prima che qualcosa cambiasse: "Mi hanno dignosticato una sindrome da stress. Ma alla fine sono stati mandati altri quattro medici e alcuni infermieri. Ma si rende conto di che mobilitazione abbiamo messo in piedi per difendere il diritto alla salute, che è sancito dalla Costituzione?"

LA SOLIDARIETA' E UNA PRIMA VITTORIA - Ovviamente è arrivata la solidarietà dalle amministrazioni locali della zona e non solo: l'Anci Sicilia e il suo presidente Leoluca Orlando ha detto di essere accanto alla battaglia portata avanti da Ciccio La Rosa e dai suoi concittadini: "Le istituzioni politiche ci sono state vicine e insieme a loro i sindacati e le associazioni di categoria. E' il mondo delle istituzioni amministrative che ci ha lasciato a piedi. Adesso però la nostra battaglia continuerà".

UNA LUNGA BATTAGLIA - La Rosa è determinato e pronto a riprendere lo sciopero se non verranno accolte le rischieste sue e dei suoi cittadini: un tavolo tecnico con il dirigente dell'Asl di Caltanissetta che punti a stilare un programma per risolvere l'emergenza sanitaria non solo a Niscemi, ma in tutta la provincia. "Chiederemo di modificare il decreto Balduzzi per fermare i tagli alla sanità ma non solo in Sicilia, in tutto il Paese. Sono tantissimi gli ospedali nella situazione di quello di Niscemi e sono sparsi per l'Italia. Non vogliamo creare disagi e non vogliamo fare perdere soldi alla città, quindi non abbiamo ancora iniziato la protesta di massa. Ma siamo pronti a protestare duramente, mi sembra che lo abbiamo già dimostrato". 

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