Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca

Sisma Centro Italia, la Procura spegne il caso sms: “Una bolla di sapone”

Giuseppe Saieva ha parlato in merito alla vicenda dei fondi raccolti per Amatrice e Accumoli con gli sms solidali: “Si va verso l'insussistenza di reato”. Ma il sindaco Pirozzi tuona: “Tradita la volontà popolare”

Una chiesa distrutta ad Amatrice

Il procuratore capo di Rieti, Giuseppe Saieva, ha 'smontato' il caso degli sms solidali per il Terremoto del Centro Italia durante un'intervista al Tg3 regionale del Lazio: “Secondo quanto abbiamo appreso dai giornali si va secondo me verso l’insussistenza della notizia di reato, perché se i fondi raccolti sono confluiti nelle casse della Protezione Civile il fatto si rivelerà una grossa bolla di sapone”. 

 “Abbiamo aperto un fascicolo modello 45 nell’ambito del quale possiamo fare una ricerca della notizia criminis”, ha concluso Saieva che oggi ascolterà come testimone il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi.

Pirozzi: “Tradita la volontà popolare”

Sugli sms solidali per il terremoto del Centro Italia “ho detto che c’è stata una scelta scellerata nella gestione dei fondi e che ad Amatrice non è arrivato nulla. Sono state fatte altre scelte, sono stati nominati dei saggi, dei garanti, che hanno fatto altre scelte, inserendo anche dei comuni del Lazio che non rientrano nel cratere. E’ stata tradita la volontà degli italiani. Chi ha donato quei soldi, sicuramente aveva la volontà di aiutare anche Amatrice. Con la gestione di questi fondi si è tradita la volontà popolare. Non perché io li volessi, io attorno a me ho tutta la solidarietà del mondo. E’ una questione di giustizia, oggi nessuno rispetta più la volontà popolare. Qualcuno ha cercato di strumentalizzare le mie parole, che avevano un concetto molto più alto. La volontà non si tradisce. Chi decide, in questo Paese, è scollegato da quelli che sono i voleri della gente comune”.

Lo ha detto il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, che è intervenuto questa mattina ai microfoni di ECG su Radio Cusano Campus.“Se si perde credibilità – ha continuato – si mette in crisi tutto il sistema della solidarietà. Bastava chiedere scusa. Dire che si sono fatte altre scelte. Non far uscire delle goffe smentite in cui si dice che hanno deciso i sindaci, cosa che non è vera. Si è tradita la volontà degli italiani e questo è grave. Tante persone mi hanno chiesto se fossero arrivati i soldi degli SMS e alla mia risposta negativa hanno detto ‘allora non verserò mai più niente’. Questa è la cosa grave”.

Di Paolo convoca la commissione speciale

“Ho chiesto di convocare la commissione speciale sul Terremoto mercoledì 27 settembre. All’ordine del giorno, audizioni della Giunta regionale per aggiornamenti sulla vicenda dei fondi raccolti con la campagna sms solidali”. Ad annunciarlo il presidente della commissione consiliare speciale sul Terremoto, Pietro Di Paolo, consigliere regionale del Lazio (Identità e Territorio).

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