Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca

"Avevamo avvisato sui morti possibili in Sardegna": è polemica

Il ministro dell'Ambiente Andrea Orlando e il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli sottolineano che gli esperti avevano segnalato il livello di "rischio massimo" e difendono il "sistema di allerta nazionale". Sono 2700 gli sfollati sull'isola

ROMA - E' di 18 morti il bilancio del ciclone Cleopatra che ieri ha colpito la Sardegna. Un vero inferno, come lo hanno descritto i soccorritori, una "piena millenaria". Un evento dalla portata straordinaria. In 24 ore, ha riferito il governatore dell'isola Ugo Cappellacci, è caduta "tanta acqua quanto ne viene giù in sei mesi in tutto il territorio nazionale. Quindi è stata una cosa di dimensioni veramente apocalittiche".

E non mancano le polemiche sulla tragedia vissuta in queste ore sull'isola, in particolare sulla bontà del funzionamento della Protezione Civile. Il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, nelle sue comunicazioni urgenti di oggi pomeriggio alla Camera, ha difeso l’attività del prefetto Franco Gabrielli, capo della Protezione civile. "Il settore meteo della Protezione civile, sulla base delle previsioni, domenica 17 novembre ha emesso un avviso di avverse condizioni metereologiche, in cui a decorrere dalla mattina di lunedì 18 e per le successive 24-30 ore si prevedevano precipitazioni diffuse. Sulla base di queste previsioni il servizio Idrogeologico e Idraulico della Protezione civile ha emesso un avviso di criticità indirizzato alla regione Sardegna in cui tenuto conto delle precipitazioni previste e della loro intensità, congiuntamente allo stato di saturazione dei suoli e dei corsi di acqua, ha valutato un livello di elevata criticità del rischio idrogeologico".

"In base alla classificazione dei livelli di criticità, le previsioni del maltempo erano ritenute dagli esperti, di massimo rischio", ha spiegato ancora Orlando, comprendenti l’esondazione dei corsi d’acqua e "fenomeni di rigurgito dei sistemi di smaltimento", associati a inondazioni. "I possibili effetti associati a tale evento - ha precisato il ministro dell’Ambiente - prevedono possibili perdite di vite umane e danni alle persone, oltre che allagamenti e danni a locali interrati".

Dal canto suo, Gabrielli difende l'operato della Protezione civile e minaccia querele. "Il sistema di allertamento nazionale ha fatto il suo dovere e chi ha lanciato false accuse ne risponderà". Il capo della Protezione civile, in conferenza stampa, boccia con un "affermazioni che lasciano il tempo che trovano" le polemiche sui ritardi nell’allerta. Gabrielli poi se l'è presa con quelli che ha definito i 'biscazzieri del web': "Se qualcuno per avere qualche clic in più va farneticando, come ho visto in queste ore, poi se ne assumerà la responsabilità nelle sedi competenti - ha detto - e su questo non intendo fare sconti a nessuno, tantomeno ai biscazzieri del web".

L'intervento del ministro dell'Ambiente, tuttavia, non è bastato a smorzare le polemiche. E il presidente della Commissione Ambiente di Palazzo Madama, Giuseppe Marinello, vuole chiarimenti: "Ho convocato il prefetto Franco Gabrielli in commissione Ambiente del Senato perché è necessario chiarire in sede istituzionale come ha funzionato il sistema di allertamento in Sardegna: presumibilmente ascolteremo il capo della Protezione civile la prossima settimana o comunque appena rientrato dalla Sardegna dove sta svolgendo un lavoro importantissimo di coordinamento". "Fa bene il prefetto Gabrielli a chiarire che quanto accaduto in Sardegna rappresenti un evento eccezionale, nel contempo però - continua Marinello - siamo stanchi di piangere vittime il giorno dopo, senza che nei mesi precedenti si siano poste le condizioni per evitare le tragedie".

Polemiche a parte, sono circa 2.700 le persone fuori casa, ospitate in strutture comunali, alberghi o da parenti. Al momento sono attive 37 organizzazioni di volontariato locale che hanno dato supporto e assistenza alle popolazioni sfollate. Orlando ha ricordato che "le province maggiormente interessate sono Olbia e Nuoro" e "in particolare le criticità principali si registrano nel comune di Torpè, dove sono state evacuate 500 persone ora ospitate in strutture messe a disposizione dal Comune, e nel centro di Olbia, dove centinaia di sfollati hanno trovato ospitalità presso le strutture alberghiere della zona". Il ministro ha detto inoltre che "sono ancora in corso operazioni di verifica e monitoraggio particolare su due dighe in provincia di Nuoro: quella di Maccheronis nel comune di Torpè e quella del fiume Cedrino". Il governo ha stanziato 20 milioni di euro per fronteggiare l'immediata emergenza.

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