Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca Italia

"Doveva essere solo una febbre", il calvario di Sofia morta di malaria

Sofia Zago era in vacanza a Bibbione con mamma e papà, si è sentita male il 13 agosto scorso poi il ricovero a Trento. Esclusa l'ipotesi del “contatto” con i due bimbi del Burkina Faso ricoverati a Trento proprio per la malaria. Aperte due inchieste

La piccola Sofia Zago tra mamma e papà. Aperte due inchieste a Trento e Brescia

Aveva solo quattro anni, Sofia Zago: era in vacanza con mamma e papà, Francesca e Marco, e il fratellino. A Bibione, in campeggio: si è sentita male il 13 agosto scorso, ricoverata all'opedale di Portogruaro per diabete. Meno di tre giorni dopo era già nel reparto di Pediatria dell'ospedale di Trento.

Il primo ricovero per diabete, poi il rientro a casa

Una bimba fragile come tante: dal 13 agosto in poi praticamente Sofia non è mai uscita dall'ospedale. E proprio in ospedale potrebbe aver contratto l'infezione che poi l'ha uccisa. Ma quella zanzara maledetta poteva trovarsi ovunque, trasportata ad esempio nella valigia di qualcuno che è tornato da un lungo viaggio. Vive 20 giorni, la maledetta: ha vissuto abbastanza per colpire la piccola Sofia. Il rientro a casa, nessuno che si accorge di nulla (genitori compresi, ovviamente): a prima vista sembrava solo una febbre, un febbrone di quelli che non mancano mai nemmeno d'estate. Sarebbe potuto passare, sarebbe dovuto passare. E invece non è andata così.

Sabato la corsa in ospedale, è morta in 24 ore

Sabato mamma e papà l'hanno vista svenire sotto i loro occhi, era già tornata a casa. L'hanno portata di corsa in ospedale, al pronto soccorso del Santa Chiara di Trento: i medici hanno riconosciuto i sintomi della malaria e l'hanno trasferita al Civile di Brescia. Ma purtroppo non c'è stato niente da fare.

La Procura ha aperto un'inchiesta, il Ministero della Salute ha già annunciato l'invio di una task force per capire davvero quanto sia accaduto. Intanto è stata disposta l'autopsia. Difficile, al momento: medici e dirigenti in conferenza stampa martedì hanno spiegato di come il contagio non può avvenire da persona a persona.

Esclusa quindi l'ipotesi del “contatto” con i due bimbi del Burkina Faso che erano ricoverati a Trento proprio per la malaria. Quindi l'idea di un insetto vivo e vegeto (sopravvivono anche più di 20 giorni) è sicuramente da tenere in considerazione. E a questo punto non si esclude nemmeno la possibilità di un caso di malaria “autoctona”.

In Italia 700 casi di malaria l'anno

malaria

In Italia si contano circa 700 casi di malaria all'anno e il 99% di questi sono casi cosiddetti d'importazione, persone che si ammalano all'estero e scoprono la malattia al rientro. La piccola è stata in ospedale una quindicina di giorni, il tempo limite per l'incubazione della malattia.

Tutto il paese si stringe al cordoglio della famiglia. La piccola Sofia abitava a Piedicastello, uno dei quartieri più antichi di Trento. Rimane l'incredulità, la rabbia, forse un po' di paura. Su una cosa non ci sono mai stati dubbi: la piccola Sofia, come ha detto nonno Rodolfo alla Stampa, “la piccola Sofia era un angelo”

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