Domenica, 9 Maggio 2021

La caccia al tesoro della Lega porta a Panama e in Lussemburgo

Le indagini puntano a una fiduciaria panamense alla quale è arrivata una fetta dei 250 mila euro che, per i pm, sarebbero transitata a Milano attraverso un’altra scatola giuridica lussemburghese. Salvini si dice tranquillo

Un frame dell'inchiesta di Report sui soldi della Lega

Arriva fino a Panama e in Lussemburgo la caccia dei magistrati al tesoro dei 49 milioni della Lega. Mentre il segretario Matteo Salvini si dice tranquillo e chiede ai giudici di indagare quanto vogliono, i pubblici ministeri di Genova e Milano seguono una pista che va a incrociarsi con quella della Lombardia Film Commission, proprio perché spunta in Svizzera una fiduciaria panamense che ha gestito parte degli 800 mila euro sborsati da Lfc per acquistare il capannone di Cormano.

I 49 milioni della Lega: la pista del Lussemburgo e di Panama 

L’indagine di Milano riguarda un’operazione immobiliare da parte della Lombardia film commission per l’acquisto di un capannone a Cormano. Al centro i commercialisti Alberto Di Rubba, Andrea Manzoni, Michele Scillieri, e il presunto prestanome Luca Sostegni. Il 10 settembre, Di Rubba, Manzoni e Scillieri vengono arrestati, tra l’altro, per peculato e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. I tre avrebbero operato per vendere al doppio del prezzo (8oo mila euro) il capannone alla Lombardia Film Commission. E qui compaiono Lussemburgo e Panama: parte degli 800 mila euro, incassati dalla vendita gonfiata dell’immobile per la Lombardia film commission, è transitata sui conti di una fiduciaria panamense basata in territorio elvetico. È uno dei punti che pm e Gdf di Milano vogliono chiarire. Spiega il Corriere della Sera

Le indagini puntano anche oltre confine, alla fiduciaria panamense alla quale è arrivata una fetta dei 250 mila euro che, per i pm, sarebbero transitata a Milano attraverso un’altra fiduciaria, la Fidirev. Emerge anche una cena a Roma tra più persone che avrebbe visto la partecipazione a fine maggio di Di Rubba e, secondo quanto riferito per telefono alla moglie da uno degli intercettati, anche di Matteo Salvini.

I pm Fusco e Civardi non hanno ulteriori conferme, neppure sulla presenza di Calderoli (che smentisce) e di altri personaggi. In un’informativa, si parla di Manzoni e altri preoccupati per alcuni articoli e del licenziamento del direttore della filiale Ubi di Seriate (Bergamo) dove Di Rubba e Manzoni avevano aperto conti ed avevano fatto operazioni che il funzionario non aveva segnalato come sospette. 

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Ma Salvini non sembra preoccuparsi più di tanto: "Sono tranquillissimo, sono anni che cercano i soldi in Russia e in Svizzera, in Lussemburgo, San Marino, Liechtenstein e non trovano niente. Perché gli unici soldi la Lega li chiede agli italiani attraverso i contributi volontari e con quello che versano tutti i mesi i suoi parlamentari. Altri soldi non ne chiediamo e non ne abbiamo bisogno", ha detto ieri a Bari il Capitano. 

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