Giovedì, 17 Giugno 2021
Omicidi / Cosenza

Appello per le sorelline di Cocò: "Lasciatele vicino ai genitori"

Cocò Campolongo aveva solo tre anni quando venne ucciso. Con lui furono freddati nonno Giuseppe e la sua compagna marocchina. Oggi mamma e papà sono agli arresti e le due sorelline saranno portate in una struttura protetta. "Ma c'è un'alternativa: gli zii"

CATANZARO - Cocò Campolongo aveva solo tre anni quando, il 19 gennaio 2014, venne ucciso a Cassano allo Jonio insieme al nonno e alla sua compagna marocchina. La "colpa" di Cocò: essere nato nella famiglia sbagliata. Cocò ha pagato il fatto che nonno Giuseppe voleva "pentirsi" e fornire elementi preziosi agli inquirenti che indagano da anni sulla "cosca degli zingari". Lui, che in passato era stato a capo di un gruppo di spacciatori operanti nella Sibartide, ne aveva di cose da raccontare. Ma non ha fatto in tempo. Prima della protezione sono arrivati i sicari della cosca che, per firmare il triplice omicidio, lasciaronosul cofano dell’auto, una Fiat Punto, una moneta da 50 centesimi.

LE SORELLINE - Cocò aveva due sorelline. Due bambine che domani saranno tolte ai genitori e portate in una struttura protetta. E' Franco Corbelli, fondatore del movimento Diritti civili, a lanciare un appello al Tribunale dei minori di Catanzaro chiedendo che le due bambine non vengano allontanate dalla famiglia.

E' arrivato un giorno di nuovo grande dolore per la famiglia del piccolo Cocò e che ho sperato e lottato perché non arrivasse mai. C'è ancora qualche ora per sperare nel miracolo, in un atto dei giudici non solo di giustizia giusta e umana, ma di coscienza e di pietà. 

LA RICHIESTA - Supplico i giudici del Tribunale dei Minori di Catanzaro, il cui operato doverosamente rispetto, di fermarsi, di sospendere il provvedimento, di non separare le bambine dai loro genitori e di lasciare le due sorelline dove sono o, quantomeno, se ci sono ragioni di sicurezza, di non smembrare la famiglia e consentire che insieme alle due sorelline vengano trasferiti in questa località segreta fuori dalla Calabria anche i tre cuginetti e i due zii.

AIUTARE LA FAMIGLIA - "Quello che bisogna assolutamente scongiurare - dice ancora Corbelli - è il distacco traumatico delle due bambine non solo dai loro genitori ma anche da quel nucleo familiare che da un anno e mezzo, subito dopo la morte di Cocò, costituisce oramai la loro famiglia. Voglio ancora sperare che questa mia umanissima richiesta venga accolta e che si eviti un epilogo così traumatico e doloroso che potrebbe avere conseguenze drammatiche".

DOVE FINIRANNO? - Le due bambine, secondo quanto deciso dal Tribunale, saranno portate via dalla Calabria, affidate a una struttura "protetta". Ma gli zii sono disposti a prendersi cura delle due sorelline, pronti anche a lasciare la loro terra e a iniziare una nuova vita con la speranza, magari, un giorno di essere raggiunti da papà Nicola e mamma Antonia: lui è da pochi mesi agli arresti domiciliari; lei sta finendo di scontare una vecchia condanna nel carcere di Castrovillari. La loro speranza, un giorno, è di poter essere di nuovo una famiglia.

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