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Lunedì, 22 Aprile 2024
Brescia

Colpi di kalashnikov contro studio medico, assalto per soldi e gelosia

Dopo quattro mesi di indagini sono scattati tre arresti. L'autore materiale ha fatto il nome dell'uomo che gli aveva commissionato il "lavoro". Le telecamere di videosorveglianza hanno ripreso tutto

Alla fine di gennaio la vetrata di un poliambulatorio di Palazzolo sull’Oglio (Brescia) era stata crivellata da colpi di kalashnikov. Adesso tre persone sono state arrestate per quell'assalto e sarebbe stato individuato anche il movente: la gelosia nei confronti di una dipendente.

Andiamo con ordine. La sera del 23 gennaio la vetrata dello studio viene pesantemente danneggiata. Le indagini sono affidate ai carabinieri che acquisiscono le immagini delle telecamere di sorveglianza. Viene immortalato un uomo che si avvicina con l'arma in pugno, poi la raffica di colpi.

Come si legge su BresciaToday, a sparare secondo i carabinieri è stato Giacomo Capra, 45enne originario di Desenzano già finito in manette ad aprile per rapina ai danni di supermercati. Il 45enne avrebbe ammesso di avere sparato su mandato di un conoscente, in cambio di denaro.

A ordinare il raid sarebbe stato Giovanni Utzi, 46enne originario di Gioia Tauro (Reggio Calabria) e di casa nel Bresciano, anche lui adesso in manette. Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, il movente dell’attentato sarebbe di natura personale e passionale: il 46enne aveva una relazione extraconiugale con una dipendente (sorella di uno dei soci del poliambulatorio). Un rapporto clandestino, pare, ostacolato dal parente della donna. "L'ho fatto per ripicca verso tuo fratello che non accettava la nostra relazione", avrebbe detto Utzi all’amante in una conversazione telefonica intercettata e finita agli atti. Non solo: pare che il 46enne fosse geloso anche dall’altro socio dello studio medico, con il quale temeva che la donna avesse un legame affettivo. 

Utzi è accusato anche della rapina a mano armata avvenuta nel luglio del 2020 alle poste di Palazzolo. Il 46enne, che all'epoca era dipendente dell’ufficio postale, avrebbe fatto da basista, lasciando il cancello aperto per fare entrare tre complici. I banditi, armati di pistole e martello, avevano minacciato i dipendenti (ferendone uno alla testa con il calcio dell’arma) per poi mettere le mani su ben 217 mila euro in contanti. Parte del bottino sarebbe stato custodito dall’amante di Utzi, che è quindi indagata per favoreggiamento.

Al colpo alle Poste avrebbe partecipato anche Rosario Polimeni, 59enne di casa a Castrezzato: anche per lui sono scattate le manette e si sono aperte le porte del carcere. 

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