Domenica, 21 Luglio 2024
Femminicidi / Sassari

Speranza Ponti uccisa e gettata in un cespuglio, ergastolo per il compagno

La sentenza per il delitto nel 2019. Carcere a vita per Massimiliano Farci. Nel passato dell'uomo un altro omicidio, era infatti in semilibertà. Ha sempre detto che la donna si è suicidata e di avere portato il corpo in campagna per esaudire il suo ultimo desiderio

È stato Massimiliano Farci, 55 anni di Assemini, a uccidere Speranza Ponti, 49 anni, ad Alghero il 5 dicembre 2019. Così hanno stabilito i giudici della Corte d'assise di Sassari. Farci, che era il compagno di Speranza Ponti, è stato condannato all'ergastolo e 18 mesi di isolamento diurno. 

L'omicidio di Speranza Ponti

Speranza Ponti è originaria di Uri (Sassari) e lavora insieme al compagno in una pizzeria in via XX Settembre ad Alghero. Nel dicembre 2019 scompare nel nulla. Il cadavere viene ritrovato in un cespuglio venerdì 31 gennaio e scatta il fermo del compagno.

Farci ha un passato pesante, nel 1999 era finito in carcere dopo aver ucciso un uomo per impossessarsi della sua auto di lusso, una Lotus rossa. Dopo aver scontato 20 anni circa di reclusione, da qualche tempo è in semilibertà. La notte rientra a dormire nel carcere di Alghero, ma di giorno lavora nella pizzeria.

Interrogato a lungo per la morte della compagna, Farci prima nega ogni addebito e poi cambia versione dicendo che la donna si è suicidata e lui ha occultato il cadavere. Racconta di avere trovato Speranza impiccata con un lenzuolo alla porta della camera da letto, di avere preso il cadavere e averlo portato su una collinetta perché così aveva chiesto Speranza.

Massimiliano Farci  -foto Ansa

Speranza Ponti uccisa dal compagno Massimiliano Farci

I giudici hanno accolto per intero le richieste dei pubblici ministeri Beatrice Giovannetti e Angelo Beccu. La sentenza è stata emessa oggi, 15 novembre, dopo tre ore di camera di consiglio. Corte d'assise di Sassari L'imputato era in aula.

Farci dovrà versare una provvisionale alla famiglia della vittima per una somma totale di circa 400 mila euro. La Corte, presieduta da Massimo Zaniboni, lo ha infatti condannato al pagamento di 185mila euro ciascuno al padre di Speranza, Salvatore Ponti, e alla madre, Raimonda Delogu, più altri 26mila alla sorella, Anatolia Rita Ponti. L'imputato è stato anche interdetto in perpetuo dai pubblici uffici e condannato a pagare le spese processuali e il mantenimento in carcere. Il risarcimento vero e proprio per i parenti di Speranza sarà deciso in sede civile: l'avvocato della famiglia, Stefano Carboni, ha chiesto 2 milioni di euro.

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