Sabato, 16 Ottobre 2021
Maltempo

Alluvione Sardegna, "le tasse per la sicurezza del territorio usate altrove"

La Cgia di Mestre fa i conti in tasca "alla prevenzione dei disastri". I dati: dei 44 miliardi di euro l'anno di tasse "ambientali" che il governo incassa, solo 448 milioni sono destinati alla sicurezza del territorio

Sono passate 48 ore dalla tremenda alluvione che ha colpito la Sardegna e, immancabili, ecco le critiche all'operato di chi è deputato a tutelare territorio e popolazione. Si è parlato tanto di prevenzione, in queste ore. Ma poco si è più discusso di pratiche concrete messe in atto a ridosso della tragedia che di sistema.

Per questo i dati resi noti dalla Cgia di Mestre sono oggi utili a capire la situazione. Ebbene, guardando all'impegno "pubblico" per la messa in sicurezza del territorio le stime sono tutt'altro che positive: "Le risorse per la messa in sicurezza del territorio ci sarebbero" denunciano dalla Cgia "ma vengono destinate ad altre priorità".

Ecco alcuni esempi: "A fronte di 43,88 miliardi di euro di gettito incassati nel 2011 (ultimo dato disponibile) dall'applicazione delle cosiddette imposte "ecologiche" sull' energia, sui trasporti e sulle attività inquinanti, solo 448 milioni di euro vanno a finanziare le spese per la protezione ambientale". 

Il dato è chiaro: "Solo l'1% delle imposte ambientali pagate dai cittadini e dalle imprese italiane all'Erario e agli Enti locali è destinato alla protezione dell'ambiente. Il restante 99% va a coprire altre voci di spesa". 

Per questo, secondo il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi, "sostenere che queste sciagure accadono anche perché non ci sono le risorse finanziarie disponibili per la tutela e la manutenzione del nostro territorio risulta difficile, soprattutto a fronte dei 43,88 miliardi di euro che vengono incassati ogni anno dallo Stato e dagli Enti locali dall'applicazione delle imposte ambientali, di cui il 99% finisce invece a coprire altre voci di spesa". 

In chiusura: 

i soldi ci sono, peccato che ormai da quasi un ventennio vengano utilizzati per fare altre cose. 

E se non bastessero i dati della Cgia, ecco le parole del presidente del Consiglio nazionale di Architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, Leopoldo Freyre: "Era tutto scritto, inutile scandalizzarsi: almeno ci si risparmi la farsa di indicare nei cambiamenti climatici la responsabilità di questa ennesima, immane tragedia. Urbanizzazione selvaggia, scellerato consumo del suolo, disprezzo e violazione di ogni norma di pianificazione: mischiati assieme, questi fattori uniti all'arroganza ed alla assoluta mancanza di una visione di lungo periodo di una classe politica sorda a tutti i suggerimenti, hanno portato alla conta dei morti di queste ore". 

Anche quella della Sardegna, secondo Freyre, è una tragedia che si poteva evitare se politici e amministratori avessero ascoltato la voce di quanti - come gli architetti, ad esempio - da anni vanno gridando: fermare l'abusivismo; ascoltare le denunce sui rischi idrogeologici e sismici che incombono su un territorio fragile e delicato come l'Italia; pianificare il territorio pensando alle generazioni future e non alle elezioni future. L'Abruzzo, le Cinque Terre, Genova, l'Emilia Romagna e il Mantovano, la Toscana: un rosario di tragedie e una litania di recriminazioni e, poi, di buoni propostiti subito dimenticati". 

Freyrie conclude: "Quello che mi auguro è che ora sia chiaro all'Italia e all'Europa che il patto di stabilità non può e non deve impedire gli investimenti che salvano la vita delle persone; in caso contrario saremmo entrati non nell'era dell'economia globale ma in quello dell'inciviltà crudele. Ci auguriamo anche che venga accelerato l'iter per l'approvazione della legge sulla riduzione del consumo del suolo". 

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