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Giovedì, 26 Maggio 2022
Lo studio

Il mondo a mano armata: più di mille miliardi di spese militari

Diminuiscono gli investimenti in spese militari a livello globale ma aumentano quelle dei paesi emergenti. Ecco in sintesi il rapporto dell'istituto di ricerca svedese Sipri

Diminuiscono gli investimenti in spese militari, ma non nei paesi emergenti. E' questo in sintesi il messaggio che emerge dal rapporto del 2013 del Sipri, istituto internazionale impegnato in ricerche su conflitti, armamenti e disarmo.

In effetti già nel 2012 erano in diminuzione di 0,4%, dovuta in particolare alla contrazione degli investimenti degli Usa. Ma quest'anno la percentuale è salita al 1,9%, anche perché l'amministrazione Obama effettivamente ha ulteriormente incentivato i tagli alle spese.

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Invece il discorso è diverso per i così detti paesi emergenti, dove lo sviluppo di tecnologie militari e gli investimenti in questo settore non diminuiscono. "Anche se in alcuni casi questa è la conseguenza naturale della crescita economica o una risposta a bisogni di sicurezza reali, in altri casi questa rappresenta un vero sperpero dei profitti derivanti dall'abbondanza di risorse naturali, oppure la conseguenza di regimi autocratici o di corse regionali al riarmo" afferma Sam Perlo-Freeman, che ha curato lo studio.

In tutto nel mondo per le armi sono stati spesi circa mille e 250 miliardi di euro. Nonostante le diminuzioni la prima nazione al mondo in questo campo rimangono gli Stati Uniti, con il maggior budget militare nonostante la riduzione su scala nazionale sia stata del 7,8%.

Seguono poi la Cina, la Russia e l'Arabia Saudita, soltanto tre dei 23 stati nel mondo ha dal 2004 hanno addirittura raddoppiato gli investimenti in armi.

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