Lunedì, 15 Luglio 2024
ECONOMIA

"Le aziende italiane non sono bancomat dello Stato"

Per il presidente degli industriali Giorgio Squinzi occorre una riduzione del prelievo fiscale e semplificazione della burocrazia. Così sarà possibile una vera ripresa

Le imprese sono ormai diventate "un bancomat per lo Stato" se si pensa solo all'esempio degli acconti di imposta che oggi superano il 100%, "un prestito forzoso". E' quanto ha dichiarato in un'intervista al Sole 24 Ore il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi.

Una riduzione del prelievo fiscale che oggi imbriglia lavoro e imprese e frena l'economia: questa sarebbe la soluzione per il numero uno di Confindustria. In più ci sarebbe bisogno di regole semplici e stabili, al posto della "giungla normativa", una delle ragioni che frena la crescita. Proprio la forte pressione fiscale porterebbe all'evasione: "non dipende tanto dall'assenza di una morale fiscale degli italiani, quanto dalle caratteristiche specifiche del paese. Abbiamo un sistema fiscale eccessivamente oneroso e complesso, le tasse sono troppo elevate, sproporzionate rispetto ai servizi, espressione dell'eccesso di potere dello Stato".

La delega fiscale, per diminuire le tasse, "va assolutamente approvata - conclude Squinzi - è un primo passo verso la semplificazione di una materia troppo complicata e stratificata nel tempo. La prima necessità per le imprese è avere un fisco più equo, più semplice, più chiaro".

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