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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca Italia

Soldi ai politici per lo Stadio, Parnasi offrì casa ad assessore di Milano: "Ma qui non si usa"

L'imprenditore Parnasi e gli uomini del suo gruppo puntavano a esportare il suo sistema corruttivo da Roma a Milano. È quanto emerge dall'ordinanza di custodia cautelare che ha portato in carcere 9 persone. Ma l'assessore meneghino Maran disse "no"

Parnasi e i suoi collaboratori non erano interessati solo allo stadio della Roma, ma anche allo stadio di Milano. "Un metodo corruttivo che l'organizzazione tenta di esportare". Lo spiega il Gip Maria Paola Tomaselli nell'ordinanza della Procura di Roma che ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati di 16 persone, 9 della quali colpite da ordinanza di custodia cautelare nell'ambito di un'inchiesta sulla corruzione nella costruzione del nuovo stadio della Roma.

Parnasi offrì casa all'assessore Maran: "A Milano non si usa"

Particolare il passaggio dell'ordinanza in cui la volontà di espandersi del gruppo viene così rappresentata

"Come si evince dalla vicenda relativa al tentativo di corrompere l'assessore al comune di Milano Maran, attraverso la proposta di cessione di un immobile, al fine di ottenere entrature per la realizzazione dello stadio di Milano". Una proposta respinta dall'assessore all'urbanistica del capoluogo lombardo con un secco: "Qua funziona cosi'...".

In un'intercettazione, gli uomini del gruppo Parnasi fanno un resoconto dell'incontro: "Siamo andati a parlare con l'assessore Maran, gli abbiamo proposto un appartamento ma lui ha risposto di no dicendo che lui 'non voleva prendere per il c... chi lo ha votato'. Abbiamo fatto una brutta figura, sembravamo i romani dei film quando vanno a Milano".

Gli arrestati per lo stadio della Roma

Come spiega Roma Today tra gli arrestati per lo scandalo dello Stadio della Roma ci sono politici e imprenditori: tra soldi in contanti, fatture per operazioni inesistenti, assunzioni e consulenze, il costruttore Luca Parnasi avrebbe messo in piedi un presunto sistema corruttivo insieme ad alcuni suoi collaboratori, a partire dal gennaio del 2017, con l'avvicinarsi del rischio di revoca della delibera di costruzione dell'impianto sportivo.

Tra gli arrestati oltre al costruttore Luca Parnasi ci sono Luca Lanzalone, presidente di Acea nominato dalla sindaca Virginia Raggi, Adriano Palozzi Vice Presidente del Consiglio Regionale del Lazio (FI), entrambi ai domiciliari, così come il consigliere regionale Michele Civita del Partito Democratico. Cinque collaboratori i collaboratori di Parnasi finiti in carcere.

Sedici in totale (comprese le 9 persone raggiunte dall'ordinanza di custodia cautelare) le persone indagate nell'ambito dell'inchiesta portata avanti dal 2017 dalla Procura di Roma. Fra loro spiccano i nomi di Davide Bordoni, capogruppo FI in Campidoglio, Paolo Ferrara capogruppo del M5s al Comune di Roma, l'Ingegnere Daniele Leoni dell'ufficio permessi a costruire del dipartimento programmazione e organizzazione di Roma Capitale e Mauro Vaglio, politicamente vicino al MoVimento 5 Stelle. 

Scandalo stadio della Roma, le accuse

Nello specifico, l'ex assessore all'Urbanistica e attuale consigliere della Regione Lazio del Pd, Michele Civita, avrebbe ottenuto in cambio dell'asservimento della sua funzione la promessa dell'assunzione del figlio in una delle società riconducibili al gruppo Parnasi.

Nei confronti del vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio di Forza Italia, Adriano Palozzi, risulterebbe invece la promessa di una somma di 25.010 euro erogata a suo favore a fronte di una fattura inesistente. Il capogruppo del M5S in Campidoglio, Paolo Ferrara, che risulta tra gli indagati, avrebbe ottenuto da Parnasi la promessa di un progetto per il restyling del lungomare di Ostia da spendere per "uso politico". 

Che succede ora allo Stadio della Roma

Giornata convulsa in Campidoglio dopo la notizia dell'inchiesta sullo stadio della Roma a Tor di Valle. Al momento, a quanto apprende l'agenzia Dire da fonti interne, a Palazzo Senatorio sono in corso due riunioni: la prima di maggioranza alla presenza dei presidenti dei Municipi durante cui Paolo Ferrara, indagato e autosospesosi dal M5S, ha chiarito la sua posizione con gli altri consiglieri pentastellati, che non lo hanno contestato avallando la sua permanenza all'interno del gruppo capitolino. La seconda, riferiscono le stesse fonti, vede invece il confronto tra la sindaca Virginia Raggi, gli uffici comunali e l'Avvocatura capitolina con l'obiettivo di capire come portare avanti il progetto stadio con un proponente 'decapitato' dopo l'arresto di Luca Parnasi, che sarà sostituito con un commissario designato dal Tribunale in veste di legale rappresentante della società costruttrice.

L'intenzione sarebbe quella di andare avanti nell'iter di approvazione e costruzione dell'impianto sulla falsariga dei molti rapporti di lavoro in essere da parte del Campidoglio con le cooperative sociali decapitate.

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