Lunedì, 10 Maggio 2021
Stamina

Stamina, le verità di Vannoni: "Comitato di parte, Lorenzin lo sapeva"

Dal "no" del Comitato scientifico alla "rivincita" grazie al Tar, passando per la situazione agli Spedali di Brescia e la "guerra" con la Lorenzin: Vannoni racconta a Today.it le sue verità

ROMA - Un grazie al Tar che accettando il ricorso ha emesso "una sentenza di giustizia". Una bordata al ministro della Salute Beatrice Lorenzin che "sapeva benissimo di affidare la valutazione di Stamina a esperti non imparziali". E una sfida per il futuro: "Continueremo a curare le persone con le cellule staminali". 

Davide Vannoni, fondatore del metodo Stamina, racconta a Today.it le sue verità. 

Dottor Vannoni, il Tar ha accettato il vostro ricorso dopo lo stop del Comitato scientifico, cosa cambia?

Cambia che quanto meno c'è una sentenza di giustizia. Una sentenza che dice chiaramente che il Comitato scientifico, in alcuni suoi componenti, era di parte. Il Tar ha riconosciuto in quegli stessi componenti, e nel Comitato tutto, una disonestà intellettuale gravissima perché gli scienziati nominati dal ministero non avevano né le competenze né il diritto di bocciare il metodo Stamina, anche perché quello non era il loro compito. Ma, soprattutto, il Tribunale dice una cosa gravissima: per la sentenza i quattro vertici delle principali strutture sanitarie italiane non sono imparziali. Il direttore dell'Agenzia Italiana del Farmaco, il direttore del Centro Nazionale Trapianti, il ministro della sanità e il direttore dell'Istituto superiore di Sanità sono tutti - parola del Tar - di parte. E la cosa è di una gravità inaudita: non si tratta di quattro persone prese da un'Università, ma si tratta dei capi delle quattro principali strutture sanitarie italiane. E, altro aspetto altrettanto grave della sentenza, il Tar apre addirittura ad un commissariamento estero per il Comitato scientifico.

Un commissariamento sarebbe uno schiaffo morale: davvero gli scienziati italiani non sono in grado di essere imparziali? 

Bisogna fare una distinzione: gli scienziati italiani non sono solo quelli del Comitato scientifico. Ma, è evidente, che quelli che hanno giudicato Stamina fino ad ora non siano stati imparziali. L'errore nasce dal principio: il Ministero della Salute avrebbe potuto trovare altri esperti per chiedere un'analisi del metodo ma questo non è stato fatto. Così come non sono stati incontrati i pazienti, non sono state viste le loro cartelle cliniche, i loro miglioramenti dimostrabili e dimostrati. Un Comitato e un modo di agire, insomma, sbagliato dall'inizio alla fine a prescindere dall'imparzialità. 

Lei crede o ha mai creduto che la scelta del Ministero - chiamare nel Comitato scientifico esperti che già si erano espressi contro Stamina - sia stata una scelta in malafede?

Lo credevo e lo credo ancora di più adesso che c'è una sentenza che ha commissariato il Comitato. Gli esperti che i giudici hanno definito non imparziali avevano espresso più di una volta le loro critiche nei confronti del metodo Stamina. Lo avevano fatto in Tv e sui giornali: se il ministro Lorenzin non si informa non è colpa mia. Ma credo che lo faccia e che sapesse benissimo a chi stava affidando la valutazione del metodo.

In questi tempi "morti", fra bocciature e ricorsi, com'è la situazione dei malati? Le cure vanno avanti?

Purtroppo "resiste" la solita distinzione. Ci sono malati che hanno vinto ricorsi e hanno in mano sentenze che garantiscono il loro diritto alla cura ma non hanno la possibilità di cominciare le infusioni perché ci sono liste di attesa infinite e bloccate. Le stesse liste d'attesa "grazie" alle quali sono morti. E poi ci sono i malati che hanno già cominciato il trattamento agli Spedali Civili di Brescia e stanno continuando. Il tutto con grandi risultati e miglioramenti, nonostante le tante difficoltà. 

A quali difficoltà si riferisce dottor Vannoni?

Agli Spedali è in corso un'altra situazione ai limiti del grottesco. Un ospedale che ha 7900 posti a disposizione per i ricoveri vuole farci credere che va in crisi per centocinquanta prestazioni ambulatorie. Significa che se a Brescia ci fosse un incidente stradale fra due pullman, l'ospedale sarebbe costretto a chiudere. Capisce che non è credibile? Ma la colpa non è degli Spedali di Brescia. 

E di chi è la colpa, scusi?

Io il colpevole ce l'ho ben chiaro in mente: non può che essere il ministero della Salute e il ministro che ne è a capo.  

Una nuova bocciatura del Comitato scientifico non è comunque da escludere. In caso di un "no", avete già pronte soluzioni alternative? 

Comitato a parte, noi siamo pronti ad andare negli Stati Uniti, all'università di Miami. Lì, con il dottor Camillo Ricordi, porteremo avanti valutazioni sia dell'efficacia del nostro metodo sia della sicurezza delle infusioni. Ma, se è vero che un nuovo "no" del Comitato non si può escludere, è anche vero che il ministero andrebbe incontro ad un nuovo ricorso al Tar. 

Sembra che i rapporti con il Ministro Lorenzin siano ai minimi storici. 

I rapporti sono nulli. Lei non so cosa fa. Noi andiamo avanti per la nostra strada: proviamo ad organizzare il lavoro e a curare persone. 

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