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Martedì, 23 Aprile 2024
L'omicidio di Mapello / Bergamo

Stefania Rota uccisa, arrestato il cugino Ivan Perico: il giallo del movente e la frase sul diario

Qualche tempo prima di morire la 62enne aveva scritto sul suo diario un pensiero che si è rivelato poi la chiave per risolvere il mistero della sua fine: "Stai attenta a Ivano". Tutto quello che non torna

La svolta nelle indagini è arrivata nei giorni scorsi. Stefania Rota, 62 anni, era stata trovata morta nella sua abitazione di Mapello (Bergamo) il 21 aprile scorso. Il cugino di secondo grado della donna Ivano Perico, 61 anni, per tutti Ivan, è finito in manette: è accusato di omicidio volontario. I due erano vicini di casa e facevano spesso insieme camminate in montagna e altrove. Stefania viveva da sola: figlia unica, non era sposata.

L'omicidio di Stefania Rota a Mapello

Qualche tempo prima di morire la 62enne aveva scritto sul suo diario un pensiero che si è rivelato poi la chiave per risolvere il mistero della sua fine: "Stai attenta a Ivano". L'agenda trovata in soggiorno si ferma all'11 febbraio. Sarebbe quella la data a cui risale il suo omicidio, circa due mesi prima del ritrovamento del cadavere in avanzato stato di decomposizione, il 21 aprile, con il cranio fratturato, un ematoma sul volto, una lesione alla cartilagine tiroidea.

La svolta nelle indagini per quello che sembrava un decesso per malore è arrivata anche grazie alla frase su quel diario che i carabinieri del comando provinciale di Bergamo, coordinati dal pubblico ministero Letizia Ruggeri, hanno rinvenuto nella sua villetta di via XI Febbraio a Mapello.

Arrestato il cugino Ivan Perico

Perico potrà dare la sua versione dei fatti nell'interrogatorio di garanzia, assistito dal difensore. Avrebbe ammesso le sue responsabilità ai carabinieri. Il giallo sul movente è fitto. Nei giorni dell’omicidio, la moglie originaria del Veneto e la figlia adolescente non erano a Mapello. L'uomo, ex agente di commercio nel settore delle birre, da qualche tempo non lavorava. Spesso da mesi andava a fare lunghe camminate con la cugina Stefania verso Ambivere.

Proprio il fatto che dopo l'11 febbraio non l'abbia mai più cercata, si è ritorto alla fine contro di lui: un indizio. Come mai quel silenzio e quel disinteresse, nonostante la fitta frequentazione? Non aveva denunciato la scomparsa, e a chi gli chiedeva dove fosse finita Stefania, rispondeva che era andata al mare ad accudire un anziano (la donna faceva la badante) e che sarebbe tornata. Un depistaggio, forse. C'è anche il giallo della Ford Fiesta, che era stata spostata in un parcheggio a 200 metri dalla casa. Da chi? L'auto, dotata di antifurto satellitare, era stata individuata dai carabinieri già nelle ore successive il ritrovamento del cadavere, ma di concerto con l'autorità giudiziaria era stata recuperata soltanto il 4 maggio. Dai tracciati è stato possibile ricostruire che la vettura si era mossa anche dopo la data della morte della donna.

Il giallo del movente

Tutto da capire il movente dell’aggressione mortale, avvenuta all'interno della casa: al momento non si può escludere alcuna ipotesi, dalle questioni economiche fino a quelle passionali. L'arma usata per colpire e uccidere non è stata ritrovata. Ivan Perico è in carcere a Bergamo.

Stefania Rota, trovata morta in casa: arrestato il cugino


 

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