Giovedì, 29 Luglio 2021
Svolta vicina? / Milano

Stefano Ansaldi: il medico trovato morto in strada con un taglio alla gola è stato ucciso?

Sul caso è stata chiesta l'archiviazione, ma la famiglia del ginecologo residente a Napoli e trovato senza vita a Milano ha depositato una perizia di parte che potrebbe cambiare tutto: "Non è stato un suicidio". Il giallo del viaggio in Lombardia e i guanti in lattice indossati al momento della sua morte

Stefano Ansaldi aveva 65 anni

Il 19 dicembre 2020 Stefano Ansaldi arriva in treno a Milano da Napoli. Il ginecologo di 65 anni nato a Benevento, con uno studio in piazza Cavour nel capoluogo partenopeo specializzato nell'aiuto a coppie che non riescono ad avere figli, ha detto alla moglie che si sarebbe assentato per l'intera giornata, senza rivelare i dettagli e le ragioni di quel viaggio organizzato in fretta e furia. Poche ore dopo il suo arrivo in Stazione Centrale, il medico viene trovato morto in via Mauro Macchi, sotto il ponteggio di un cantiere edile condominiale, in un punto nascosto agli occhi delle telecamere installate in zona. Ha la gola recisa da un taglio presumibilmente procurato da un pugnale o da un coltello da cucina, è riverso in una pozza di sangue e indossa dei guanti in lattice. Li indossava per proteggersi dal covid in piena pandemia o aveva effettuato una visita medica in zona poco prima di morire? È solo uno dei misteri sul caso, mentre i familiari chiedono che si faccia piena luce su quanto accaduto.

"Stefano Ansaldi è stato ucciso"

Cosa è successo sei mesi fa in via Macchi? Scartata subito l'ipotesi di una rapina finita male, anche perché accanto al cadavere del medico era stato trovato il suo Rolex col cinturino ancora agganciato e la sua valigetta ma non il cellulare, gli investigatori milanesi ipotizzano che il medico si sia suicidato. Ma il movente del presunto gesto estremo non è affatto chiaro. "Stefano Ansaldi non si è suicidato": ne sono convinti la vedova e il fratello del ginecologo campano. Per suffragare questa tesi, nelle scorse ore la famiglia del medico ha depositato una perizia di parte per opporsi alla richiesta di archiviazione del caso chiesta dalla procura di Milano nell'aprile scorso.

La nuova perizia e l'ipotesi omicidio

Secondo il medico legale Fernando Panarese, consulente nominato dai legali che assistono i familiari di Ansaldi, quella del suicidio è un'ipotesi da escludere. Le risultanze tecniche depositate dal medico legale avanzano l'ipotesi che il ginecologo sia stato aggredito e ucciso. Per il perito incaricato, Stefano Ansaldi non si è potuto suicidare perché sarebbe stato sorpreso alle spalle da uno sconosciuto che, sotto il tunnel del ponteggio, gli avrebbe inferto un taglio alla gola con una lama dopo una breve colluttazione, agendo con la mano destra e provocandogli un taglio partito dal pomo d'Adamo e arrivato fino a sotto la mandibola destra con una direzione verso l'alto. La dinamica e la direzione della coltellata sarebbero state del tutto innaturali per il movimento del polso del medico morto, sostiene la perizia del medico legale nominato dalla famiglia. Inoltre, il perito ha spiegato il taglio trovato sul guanto in lattice indossato da Ansaldi come la conseguenza di una colluttazione ingaggiata con l'aggressore.

Di diverso avviso, invece, è la procura meneghina che ha già chiesto l'archiviazione del caso come suicidio, sulla scorta degli elementi raccolti dall'autopsia effettuata sul corpo del noto professionista (i primi esami parlavano di un fendente autoinferto e di un gesto autolesivo) e dai carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Milano, che pure in un primo momento avevano pensato ad una rapina finita male, ipotesi poi scartata. Il 65enne si era accasciato dietro l'impalcatura di un cantiere edile, in un punto cieco per le telecamere comunali. Ci fosse stato un killer, però, sarebbe stato ripreso proprio dagli occhi elettronici che inquadrano la strada, mentre nelle immagini non si vedrebbe nessuno uscire da quel punto dopo il passaggio di Ansaldi. 

In un'inchiesta parallela, la procura di Napoli sta provando a ricostruire la rete di rapporti del professionista, il cui cellulare è sparito nel nulla il giorno della morte. Restano da chiarire molti punti oscuri. Quali erano i motivi del viaggio a Milano e chi ha incontrato quel giorno nei pressi della Stazione Centrale? Una motivazione precisa per quello spostamento in treno organizzato in fretta e furia e soltanto accennato alla moglie deve esserci. Bisognerà capire se è anche il motivo della sua morte. Il caso Ansaldi è ancora molto opaco ma non è chiuso. La nuova consulenza medico-legale può riaprire le indagini sulla morte del ginecologo campano.

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Fiori deposti sul luogo dell'aggressione al ginecologo Stefano Ansaldi deceduto a seguito delle ferite subite, Via Mauro Macchi, Milano, 20 dicembre 2020. ANSA/Andrea Fasani
 

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