Caso Cucchi, la requisitoria del pm: "E' stato pestato, non mangiava per il dolore"

E' iniziata alle 10.30 la requisitoria del processo per la morte del geometra romano di 31 anni: tre carabinieri sono imputati per omicidio preterintenzionale. Il pm Musarò: "Cucchi perse 6 kg in 6 giorni". Prestipino: "Il primo fu un processo kafkiano"

Ilaria Cucchi con la foto del cadavere del fratello Stefano

''Quello sulla morte di Stefano Cucchi è stato un processo kafkiano'': è questa la definizione utilizzata dal procuratore facente funzioni di Roma, Michele Prestipino, durante la requisitoria al processo per la morte del geometra romano di 31 anni, arrestato il 15 ottobre del 2009 per droga e deceduto una settimana dopo all'ospedale Sandro Pertini di Roma. La requisitoria, iniziata stamattina alle 10.30 nell'aula bunker di Rebibbia, vede imputati tre carabinieri per omicidio preterintenzionale. Durante l'udienza Prestipino ha definito kafkiano il processo ''perché c’è stato un depistaggio, in cui si è giocata tutta un’altra partita".

''Cucchi perse 6 kg in 6 giorni, non mangiava per il dolore''

Nell'aula bunker di Rebibbia, il pm Giovanni Musarò ha ricordato le parole di uno dei testimoni chiave per la riapertura del caso, Luigi Lainà, un detenuto che incontrò Cucchi il giorno dopo il suo arresto: "Stefano Cucchi stava proprio acciaccato de brutto, era gonfio come una zampogna sulla parte destra del volto".

"Questo notevole calo ponderale è riconducibile al trauma dovuto al violento pestaggio, non certo a una caduta come si disse all'epoca - ha aggiunto - Cucchi perse 6 chili in 6 giorni. Non mangiava per il dolore, non riusciva neppure a parlare bene". 

Lainà incontrò Cucchi nella notte tra il 16 e il 17 ottobre del 2009 all'interno del centro clinico di Regina Coeli e in una delle sue testimonianze disse: "Si sono divertiti a picchiarlo". Una frase agghiacciante, ma non fu certo l'unica. Nel corso del processo riferì che Cucchi gli aveva detto di "essere stato picchiato da due carabinieri", ma aggiunse che disse di riferire che le ferite erano "causa di una caduta"

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''Stefano Cucchi è stato pestato''

Però, secondo il pm Musarò, il decesso di Cucchi non può essere riconducibile ad una semplice caduta: "Stefano Cucchi non è caduto accidentalmente, è stato pestato". "Non è semplice sintetizzare due anni di un processo così complicato – ha proseguito il pm Musarò - dopo la morte di Stefano Cucchi è iniziata una seconda storia, nel frattempo ci sono stati altri processi con imputati diversi, per il pestaggio furono accusati prima tre agenti della penitenziaria e poi i medici dell’ospedale Pertini".

Il super testimone disse: ''Hanno massacrato un arrestato''

Ulteriori elementi arrivano dalle parole riferite dal carabiniere Riccardo Casamassima nel 2015, supertestimone del processo e decisivo per l'apertura di un'inchiesta bis. Come riportato dal pm Musarà in aula, Casamassima confessò: "Hanno massacrato di botte un arrestato, non sai in che condizioni lo hanno portato". Poi riferì anche che il maresciallo Roberto Mandolini disse che "cercavano di scaricare la colpa su alcuni agenti della penitenziaria".

"Sul verbale un 'giochetto' che gli è costata la vita"

"Stefano Cucchi fu portato in carcere perché il maresciallo Mandolini scrisse nel verbale di arresto che era un senza fissa dimora ma lui in realtà era residente dai genitori, senza quella dicitura forse sarebbe finito ai domiciliari e oggi non saremmo qui in questo processo. Questo giochetto è costato la vita di Cucchi". Lo ha detto il pm Giovanni Musarò durante la sua requisitoria nell'aula bunker di Rebibbia al processo per la morte di Stefano Cucchi. "Il verbale di arresto di Stefano Cucchi è il primo atto di depistaggio di questa vicenda perché i nomi di Tedesco, Di Bernardo e D'Alessandro non compaiono nel documento" ha aggiunto Musarò.

Ilaria Cucchi: "Sono commossa, lo Stato è con noi"

"Oggi comunque vada, mentre sto ascoltando il pm Musarò sto facendo pace con quest'aula. Sono commossa. E presente anche il Procuratore ff. Prestipino. Il mio pensiero va al Procuratore Pignatone. Lo Stato è con noi". Lo scrive su Facebook Ilaria Cucchi mentre è ancora in corso la requisitoria dell'accusa al processo bis sulla morte di Stefano Cucchi all'aula bunker di Rebibbia.

"Mi piacerebbe che Stefano potesse aver sentito oggi le parole del pm, penso che oggi sarebbe felice". Così Ilaria Cucchi al termine dell'udienza del processo bis sulla morte di Stefano Cucchi all'aula bunker di Rebibbia. "Oggi abbiamo fatto un grande passo avanti" ha aggiunto.

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