Martedì, 26 Gennaio 2021
Violenze polizia

Sentenza Cucchi: tutti assolti, anche i medici

Il procuratore generale aveva chiesto la condanna per tutti gli imputati. In primo grado era arrivata solo per i medici, assolti poliziotti e infermieri. A Roma intanto si è deciso di dedicare a Stefano una via

Stefano Cucchi e il padre Giovanni

E' stata una lunga giornata d'attesa, per Roma e per un'intera famiglia: è arrivata la sentenza d'appello sul caso di Stefano Cucchi, il geometra romano arrestato il 15 ottobre 2009 e morto una settimana dopo all'ospedale Sandro Pertini. Il procuratore generale Mario Remus aveva chiesto di ribaltare la sentenza di primo grado e di condannare tutti gli imputati.

"INSUFFICIENZA DI PROVE" - Invece per i dodici imputati c'è stata l'assoluzione, per insufficienza di prove. Niente condanna per il primario del Reparto detenuti del 'Pertini', Aldo Fierro, i medici Stefania Corbi, Flaminia Bruno, Luigi De Marchis Preite e Silvia Di Carlo e Rosita Caponetti. Gli infermieri Giuseppe Flauto, Elvira Martelli e Domenico Pepe e gli agenti della Penitenziaria Nicola Minichini, Corrado Santantonio e Antonio Domenici. Così ha stabilito la prima corte d’assise d’appello di Roma, presieduta da Mario Lucio D’Andria. 

UN PROCESSO DIFFICILE - E' altissimo il fascicolo del caso Cucchi, con decine di consulenze, una maxi-perizia e le dichiarazioni di quasi 150 testimoni. Sei medici, tre infermieri e tre agenti della polizia penitenziaria gli imputati. In primo grado la condanna per omicidio colposo e per falso era arrivata soltanto per i medici, assolti poliziotti e infermieri. Adesso l'assoluzione è per tutti.

LA REAZIONE DELLA FAMIGLIA - Nelle parole di Ilaria, sorella di Stefano c'è molta rabbia:

Come è morto mio fratello è scritto nelle foto. Io non sono un avvocato o un medico, ma nelle foto che sono state mostrate in Aula anche oggi è scritto come è morto mio fratello

I genitori, Giovanni Cucchi e Rita Calore, in lacrime dopo la lettura della sentenza, sono determinati:

Non ci arrenderemo mai finché non avremo giustizia. Allora per quale motivo è morto Stefano? Mio figlio era sano, non è possibile quello che è successo


UNA STRADA CON IL NOME DI STEFANO - Intanto giovedì 30 ottobre, durante il Consiglio comunale della Capitale, è passata la mozione per dedicare una piazza o una via a Stefano. Presentata dal centrosinistra, la mozione è stata sottoscritta dal Movimento 5 stelle e il testo è stato approvato:

Morì in conseguenza delle violenze subite e a causa di gravi omissioni istituzionali ergendo la sua vicenda a simbolo della necessità di riformare il sistema di procedura penale e penitenziale in senso garantista

La famiglia di Stefano si è anche detta intenzionata a cedere al Comune di Roma il casale di loro proprietà, perché diventi un centro di recupero per tossicodipendenti. Si chiamerebbe "Casa Stefano". La sorella Ilaria ha infatto scritto al sindaco della Capitale, Ignazio Marino, e ora il progetto è al vaglio del Campidoglio.

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