Domenica, 18 Aprile 2021

Botte alla ex "almeno tre volte al mese": il killer di Stefano Leo era stato già condannato

Secondo "La Stampa" il 27enne era libero in attesa del processo di Appello. Anche sul movente iniziano ad esserci dei seri dubbi

Said Mechaquat dopo l'arresto (ANSA)

Said Mechaquat, il 27enne reo confesso dell’omicidio di Stefano Leo,  era stato già condannato a 1 anno e mezzo di carcere senza sospensione condizionale della pena per violenze nei confronti della sua ex compagna. Lo racconta oggi "La Stampa" che svela particolari inediti e inquietanti sul delitto dei Murazzi. Secondo il quotidiano torinese, quel procedimento penale che "avrebbe condotto dritto in carcere Said" è fermo da due anni e mezzo e non è stata ancora fissata la data per l'appello.

Le violenze contro l'ex fidanzata

Le botte e i soprusi sono durati per anni.  L’uomo era stato arrestato già nel novembre 2013 dopo che l'ex compagna venne trovata seminuda e con il figlio in braccio dai poliziotti. Said aveva ridotto la sua ex "in uno stato di succubanza" e avrebbe ammesso di picchiarla "almeno tre volte al mese" colpendola di frequente con calci, pugni e sputi. In poche parole Said era un violento.

Omicidio Stefano Leo, dubbi sul movente: forse uno scambio di persona

Anche sul movente iniziano ad esserci dei seri dubbi. Il 27enne ha sempre affermato di aver scelto la sua vittima solo perché sembrava un ragazzo felice: a suo dire dunque si sarebbe trattato di una casualità. Stefano Leo ha avuto la sfortuna di trovarsi a passare di lì proprio quella mattina: Said avrebbe potuto ammazzare chiunque. Questa la versione che il 27enne ha fornito agli inquirenti poco dopo la confessione. 

Con il passare delle ore però si fa strada anche un’altra ipotesi: e cioè che Stefano sia morto per uno scambio di persona. Stefano Leo somiglierebbe in maniera impressionante al nuovo compagno dell’ex fidanzata di Said. Fabio. "Aveva minacciato che un giorno o l’altro gli avrebbe tagliato la gola", dice il padre dell’uomo: "La barba, il sorriso, a parte gli orecchini e il colore degli occhi si assomigliano come due gocce d'acqua. Quell'uomo voleva sgozzare mio figlio, non quel povero ragazzo".

(In basso Stefano Leo, il ragazzo ucciso a Torino, Ansa)

stefano leo ansa-3

Omicidio ai Murazzi, la fuga del killer in un video

Intanto i carabinieri hanno diffuso le immagini catturate dalla telecamera di piazza Vittorio, a Torino, che riprendono l'arrivo e la fuga dell’assassino.

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Nelle immagini, Said Mechaquat passeggia in Piazza Vittorio per poi spostarsi verso l’incrocio tra via Napione e Corso San Maurizio, camminando lungo il Po dove commetterà l'omicidio. L'uomo si avvia verso i Murazzi di prima mattina con una busta di plastica in mano. Sono le 9.30. Poi il salto temporale. Si arriva alle 11.04, subito dopo l’omicidio di Stefano Leo. Nei video acquisiti dai carabinieri di Torino viene mostrata anche la sua fuga. Said corre ancora con quella busta in mano lungo il Po per poi scomparire nel nulla fino a lunedì 1 aprile, giorno in cui si è costituito alle autorità. Ad oggi il motivo di quel gesto folle che ha portato via la vita al 33enne originario di Biella è ancora sconosciuto.

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