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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Presidio fino al 20 / Trieste

Trieste, si è dimesso il leader dei portuali

Stefano Puzzer ha rassegnato le dimissioni dal Coordinamento Lavoratori Portuali Trieste: ''Una decisione soltanto mia''. Il presidio continua fino al 20 ottobre

Nuovo colpo di scena nella protesta anti Green pass di Trieste, dopo il dietrofront di ieri sera sul termine della protesta, il leader dei portuali Stefano Puzzer ha rassegnato le dimissioni dal Clpt. 

Il leader della protesta anti Green Pass che da giorni va avanti davanti al varco 4 del porto di Trieste ha affidato ai social le motivazioni di questa scelta: "Ho rassegnato le dimissioni dal Clpt Trieste poiché è giusto che io mi assuma le mie responsabilità. Una di queste è quella di continuare il presidio fino al 20. La decisione è soltanto mia, non è stata forzata da nessuno anzi non volevano accettarle ma io l'ho preteso".

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Una decisione che arriva come un fulmine a ciel sereno nella mattinata di oggi 17 ottobre. Ieri sera, dopo aver diffuso un comunicato stampa nel quale si indicava un ritorno al lavoro (per chi in possesso di certificazione verde ndr) anche a causa della volontà di portare le istanze della protesta a Roma il prossimo 30 ottobre, ecco il dietrofront con le spiegazioni. "Il comunicato è stato stracapito, si va avanti fino al 20". Oggi, infine, le dimissioni.  

"Presidio va avanti"

"Abbiamo deciso insieme, tutti i portuali e i lavoratori di Trieste, che il presidio va avanti fino al 20 ottobre. La riunione del 30 a Roma è solo un'opportunità, ma la gente non ha intenzione di mollare". Così in un video il leader dei portuali di Trieste Stefano Puzzer. "Riguardo alle mie dimissioni - ha aggiunto facendo riferimento alle dimissioni dal Comitato lavoratori portuali Trieste -, sono dovute al fatto che non è giusto che le responsabilità di portare avanti il presidio fino al 20 ricada sul Clpt. Questa responsabilità ricade su tutti i portuali in generale, e io sarò il loro portavoce. Noi fino al 20 saremo qui in presidio, non si molla niente. Scusatemi se ho fatto qualche errore, ma un errore in 5 giorni può capitare a tutti", ha aggiunto facendo riferimento al comunicato, poi rettificato, in cui si annunciava il ritorno a lavoro.

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