Mercoledì, 28 Luglio 2021
LAVORO

Malato di tumore resta senza indennità, l'Inps si difende: "La legge prevede così"

Il caso di Steven Babbi, il ragazzo di 22 anni 'abbandonato' dall'Inps ma sostenuto dalla sua azienda che continua a erogargli lo stipendio. L'ente previdenziale: "La durata dell'indennità è stabilita dalle norme vigenti, non abbiamo potere discrezionale"

Steven Babbi

La sua storia, raccontata da CesenaToday, è stata ripresa nei giorni scorsi da gran parte dei media nazionali fino a diventare un vero e proprio "caso". Parliamo di Steven Babbi, il ragazzo 22enne che lotta da metà della sua vita contro il Sarcoma di Ewing, una forma tumorale che si sviluppa prevalentemente a livello osseo. Una malattia che lo ha costretto, nel marzo scorso, ad un delicato intervento chirurgico in seguito al quale Steven ha perso il diritto alla malattia retribuita a causa delle lunghe assenze dal lavoro.

La sua azienda, la Siropack Italia di Cesenatico, ha però deciso di continuare a pagarlo, schierandosi a fianco del dipendente e criticando quanto stabilito dall'Inps. Che però non ci sta a finire sulla graticola e oggi risponde alle critiche con una lunga nota stampa: "L'Istituto  - si legge nel comunicato - ha garantito tutto quello che le norme prevedono in queste situazioni, ossia la possibilità di indennizzare l'azienda per la parte di retribuzione corrisposta al ragazzo entro il limite massimo annuo, che è pari a 180 giorni". 


Nel caso di Steven, sottolinea l'ente previdenziale, "il limite dei 180 giorni indennizzati nel 2017 è stato  raggiunto l'11 settembre scorso". Da quella data "le norme di riferimento non consentono di riconoscere ulteriori periodi indennizzabili nel corso di questo anno solare". 

Insomma il diritto alla malattia viene stabilito per legge e "non sussiste alcuna potestà discrezionale da parte dell'Istituto di decidere la durata delle prestazioni erogate, che è definita dalla legge". Come dire: non possiamo fare come ci pare.  "Il riconoscimento della durata dell’indennità in questione fino all’11 settembre 2017" è stato dunque "un atto del tutto vincolato. Ciò nonostante "l'Istituto manifesta la più sentita vicinanza nei confronti di un ragazzo che combatte con grande dignità una difficile battaglia e si rende disponibile a ogni forma di supporto consentito dalle leggi vigenti". 

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