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Giovedì, 18 Aprile 2024
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Strage di Altavilla: i messaggi della figlia di Giovanni Barreca alle amiche durante gli omicidi

La diciassettenne, in cella perché avrebbe partecipato alle sevizie e all'uccisione della madre e dei fratelli, avrebbe comunicato con l'esterno durante l'esorcismo. Sarebbe rimasta sorda alle richieste della mamma di chiamare i carabinieri per fermare il rito. "Non ha assunto né droga né alcol, all'arrivo dei militari dormiva". Il mistero dei cellulari

Non avrebbe assunto né droga né alcol, la diciassettenne finita in carcere perché, assieme al padre, Giovanni Barreca, avrebbe ucciso la madre, Antonella Salamone, e i fratelli più piccoli, Kevin ed Emanuel, di 16 e 5 anni, al culmine di un rito per scacciare i demoni che si sarebbero impossessati di loro e della loro abitazione. Non solo: la giovane durante l'esorcismo, che sarebbe stato guidato da una coppia di palermitani, Massimo Carandente e Sabrina Fina, in cella pure loro, avrebbe mandato dei messaggi ad alcune amiche. Inoltre, la mamma - torturata e uccisa per prima, secondo gli inquirenti - le avrebbe detto più volte di chiamare i carabinieri, cercando dunque di sottrarsi alla violenza di quel presunto percorso di "purificazione" e "liberazione" dal Male.

Il mistero dei cellulari

Le indagini sulla strage di Altavilla Milicia sono in pieno svolgimento e gradualmente emergono nuovi particolari, anche in contrasto con le notizie diffuse in precedenza: sin dall'inizio, infatti, gli inquirenti avevano riferito che la ragazza fosse stata trovata in stato confusionale e sotto choc, ora si apprende invece che all'arrivo dei carabinieri nella villetta - dopo la chiamata di Barreca in cui avrebbe confessato il triplice omicidio e dato appuntamento a Casteldaccia per costituirsi - la ragazza dormiva. Sarebbe stata dunque nella sua stanza, mentre in quella accanto ci sarebbero stati i corpi martoriati e senza vita dei fratelli, uccisi ore prima. Secondo una prima ricostruzione, i cellulari della madre e del fratello più grande, durante il rito, sarebbero stati sistemati proprio nella cameretta della giovane, chiusa a chiave. Un modo per isolarsi durante l'esorcismo ed impedire interferenze esterne. I telefonini, però, all'arrivo dei carabinieri non sarebbero stati trovati.

Nessun pentimento: "Bisognava scacciare i demoni"

Interrogata dalla Procura dei minorenni, guidata da Claudia Caramanna, la giovane ha fornito un racconto molto dettagliato dell'accaduto, senza alcun segno di pentimento. Da anni, infatti, la famiglia Barreca, compresa la diciassettenne, sarebbe stata pienamente convinta dell'esistenza di forze demoniache che avrebbero infestato non solo la loro abitazione, ma si sarebbero impossessate di Antonella Salamone, del piccolo Emanuel, a lei particolarmente legato, e di Kevin. Ed è contro di loro che si è quindi scatenata la furia degli indagati: la giovane, così come il padre, infatti, è rimasta del tutto illesa e non ha subito alcuna pratica violenta.

I demoni, la sfortuna e le difficoltà economiche

Cosa abbia portato alla decisione di chiamare i due palermitani a gennaio, iniziando un percorso durato per un mese, secondo la Procura di Termini Imerese, e poi di chiudersi tutti in casa con loro fino al tragico epilogo, non è per nulla chiaro. Ma potrebbe non esserci stato un fatto scatenante: i Barreca nel tempo avrebbero semplicemente attribuito una serie di "sfrotune" o di banali intoppi nella loro vita quotidiana, nonché la loro difficile condizione economica, proprio alla presenza di queste forze demoniache. Di cui sarebbe stato necessario quindi liberarsi una volta per tutte, anche uccidendo gli affetti più cari. 

Le richieste di aiuto della madre

La giovane - che come ha spiegato il procuratore di Termini, Ambrogio Cartosio, è dotata di "una intelligenza fuori dal comune" - sarebbe stata convinta anche lei dell'esistenza di questi demoni. Un dato che contrasta appunto con il suo livello culturale. Ma proprio per questa ferma convizione e questo credo avrebbe ritenuto giusto infierire, con sevizie di ogni sorta, sia sul corpo della madre che su quelli dei fratelli. Per questo sarebbe rimasta sorda alle richieste della mamma di fermare tutto e di chiamare i carabinieri, proprio mentre sarebbe stato in corso il crudele rito. Di Antonella Salamone restano solo frammenti ossei, il suo corpo, dopo essere stato martoriato, è stato infatti bruciato in un terreno vicino all'abitazione.

La rinuncia degli avvocati della coppia

Dalle 14 sono in corso le autopsie sui resti di Antonella Salamone e i corpi dei suoi due figli. Le operazioni potrebbero protrarsi fino a tarda sera, da quanto apprende PalermoToday. Gli accertamenti tecnici, che si stanno svolgendo all'Istituto di medicina legale del Policlinico, sono fondamentali non solo per chiarire le cause della morte delle tre vittime, ma anche per stabilire l'orario in cui probabilmente sono state uccise. Secondo la Procura di Termini, i delitti potrebbero essere avvenuti tra giovedì 8 e sabato 10. Kevin ed Emanuel potrebbero quindi essere stati ammazzati anche molto più di 36 ore prima che il padre si costitusse (domenica 11, alle 3). Sui loro cadaveri, come hanno riferito gli inquirenti, ci sarebbero segni evidenti di sevizie, soprattutto ecchimosi, e non è escluso che il ragazzo possa essere stato soffocato con una catena, che sarebbe stata trovata accanto al suo corpo. Concluse le prime operazioni autoptiche, serviranno comunque altri accertamenti per potersi pronunciare con certezza su questi aspetti. Intanto, gli avvocati d'ufficio della coppia palermitana finita in carcere, Vincenzo e Sergio Spari, hanno deciso di rimettere il loro mandato. 

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