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Venerdì, 24 Maggio 2024
La versione della procura / Belluno

Strage di Cadore: escluso il gesto volontario, ma Angelika Hutter era "in uno stato d'ira"

La 31enne tedesca non ha travolto la famiglia di proposito. Secondo il procuratore di Belluno a supporto di questa ipotesi non ci sono elementi concreti. Dalle analisi sul cellulare è inoltre emerso che la donna non stava telefonando. Le cause dell'incidente restano un giallo

Non sarebbe stato un gesto volontario. Angelika Hutter, la donna che ha travolto una famiglia a Santo Stefano di Cadore, non avrebbe causato l'incidente di proposito. Quest'ipotesi "appare consegnata all'astrazione" ha detto  il procuratore capo di Belluno, Paolo Luca, in conferenza stampa, "perché supportata da pochi elementi oggettivi e non ci sono altri indizi che facciano pensare a un gesto volontario". La conducente, una 31enne originaria della Baviera, è stata arrestata dai carabinieri con l'accusa di omicidio stradale plurimo e si trova ora ricoverata nel reparto psichiatria dell'ospedale di Venezia. La donna era alla guida di un'Audi nera, con targa tedesca, quando ha perso il controllo del mezzo finendo sul marciapiede dove si trovava la famiglia veneziana. Nell'incidente, avvenuto lo scorso 6 luglio, sono morte tre persone: il piccolo Mattia di due anni, suo papà Marco Antoniello di 48 e la nonna Mariagrazia Zuin di 65.

Il gesto volontario dunque viene espressamente escluso dagli inquirenti. "Per arrivare a un'affermazione di questo tipo - ha aggiunto il procuratore - è necessario avere elementi seri e concreti: ciò che presumo abbia fatto pensare a questa eventualità è che non ci sia segno di frenata sulla strada, che l'auto provenisse da un rettilineo quindi la visuale non fosse coperta, che non ci fosse segno di strisciata sui muri prima del punto in cui sono stati investiti i pedoni e il fatto che l'auto, dal sonoro, sembra lanciata in accelerazione. A ciò si aggiungono due testimonianze che riferiscono un comportamento strano della Hutter (Angelika, fermata per l'incidente ndr) pochi minuti prima del momento in cui si è verificato l'incidente".

La donna, come riferito dal racconto dei testimoni riportato dal procuratore, "avrebbe avuto una reazione scomposta dopo aver riempito d'acqua alcune bottiglie in strada". Un testimone ha riferito che la donna "avrebbe chiuso con forza portiere e portellone, avrebbe lanciato per aria alcune bottiglie e, partendo, avrebbe compiuto una manovra repentina e pericolosa", ha spiegato Paolo Luca secondo il quale probabilmente questi elementi possono aver portato a ipotizzare il gesto volontario, un'ipotesi che tuttavia - ha rimarcato - non è stata avanzata dagli inquirenti. Secondo il procuratore vanno infatti evitate "ricostruzioni che possono portare un ulteriore carico di dolore ai familiari delle vittime". "È verosimile - ha proseguito - che la donna fosse in uno stato d'ira, che non sappiamo da cosa fosse stato causato, che possa avere alterato l'attenzione alla guida, rendendo possibile ciò che è accaduto".

L'auto che ha investito la famiglia a Santo Stefano di Cadore

La donna non stava telefonando

"Dall'esame della cronologia" non sono stati evidenziati "contatti telefonici" ha detto ancora il procuratore. "La ragazza non stava telefonando", e dunque l'ipotesi di una distrazione causata dall'uso del telefono cellulare "andrebbe per il momento esclusa. Al momento, ma le indagini possono durare fino a un anno, vogliamo accertare qualsiasi alternativa". Le cause dell'incidente dunque restano da chiarire. La 31enne è ora in terapia farmacologica, "sta prendendo coscienza di quello che è avvenuto", ha aggiunto il procuratore, ed "entro cinque giorni dalla causa di impedimento dovrà essere interrogata dal Gip. La speranza è che in quell'occasione possa riferire qualcosa di utile per accrescere il quadro che al momento presenta molti aspetti non chiari". La donna, ha detto ancora Paolo Luca, ieri non era in grado di prendere parte ieri all'udienza di convalida del fermo. "Non si sa - ha spiegato - se lo stato sia permanente o momentaneo dovuto allo choc". Intanto questa mattina è stato rilasciato il nullaosta alla riconsegna delle salme alla famiglia, che può procedere al funerale.

Chi è Angelika Hutter 

Ma chi è Angelika Hutter? La donna alla guida dell'Audi ha 31 anni, è di origine romena ma sin da piccola ha vissuto a Deggendorf, cittadina della Baviera orientale. Ha dichiarato di essere in Italia "per un giro" e di viaggiare attraverso i paesi di montagna. Gli esami hanno confermato che al momento dell'incidente non era sotto l'influenza di droghe o alcol. Il suo telefono cellulare è stato sequestrato per ulteriori indagini, ma come ha riferito il procuratore è emerso che la donna non stava telefonando. Da diverse settimane Angelika viveva in macchina, dove dormiva e si nutriva. A ottobre aveva lasciato la sua casa in Germania e per tutti questi mesi ha vissuto alla giornata.

Nella sua auto i carabinieri hanno trovato di tutto, dalle coperte per dormire al cibo. Su Instagram ha scritto di essere un'artista e tramite un suo sito internet aveva cercato, senza successo, di vendere i suoi disegni ad acquerello, biglietti di matrimonio e mobili decorati a mano.

La velocità dell'auto e il video diffuso dai carabinieri

Uno degli elementi che bisognerà chiarire è la velocità dell'auto. Secondo quanto trapelato (ma non ci sono certezze in merito) l'andatura dell'Audi era superiore ai 70 km/h, in un tratto di strada urbana in cui è consentito procedere a una velocità massima di 50km/h. Un filmato registrato da una telecamera di sorveglianza mostra gli attimi che hanno preceduto lo schianto. Nel video si vede l'Audi guidata dalla donna tedesca che passa a una velocità evidentemente superiore rispetto alle vetture che l'hanno preceduta. Pochi istanti dopo si sente il fragore dell'impatto e il rumore di quella che sembra una frenata. 

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