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Sabato, 18 Maggio 2024
Cassazione / Novara

Strage del Mottarone, annullati gli arresti domiciliari per gli indagati

La Suprema corte ha deciso: serve un nuovo giudizio del Riesame per valutare le misure cautelari nei confronti di Luigi Nerini ed Enrico Perocchio, rispettivamente gestore dell'impianto e direttore d'esercizio

Niente arresti domiciliari per due degli indagati nell'ambito della vicenda della Funivia del Mottarone, costata la vita a 14 persone a maggio dello scorso anno. La Cassazione ha annullato con rinvio a una nuova sezione del Tribunale del Riesame di Torino il provvedimento con cui, lo scorso ottobre, era stato accolto il ricorso della Procura di Verbania ed erano stati disposti i domiciliari per Luigi Nerini ed Enrico Perocchio. il gestore dell'impianto e il direttore d'esercizio.

Le parole della Cassazione

La Cassazione ha annullato la decisione del Riesame nei confronti di Enrico Perocchi limitatamente alla scelta della misura. Si è pronunciata sulle esigenze cautelari e sul quadro indiziario che quindi sono confermati. 

Nei confronti di Luigi Nerini, la Suprema Corte ha invece annullato l'intero provvedimento del Riesame di Torino. Ora per capire quale sia il punto o i punti da rivalutare, si attendono le motivazioni. 

Venerdì scorso si era tenuta l'udienza per discutere il ricorso delle difese contro la decisione dei giudici torinesi di ribaltare l'ordinanza con cui il gip di Verbania aveva respinto la richiesta di convalida del fermo per i due e per il capo servizio Andrea Tadini, e anche la richiesta di misura cautelare avanzata dalla Procura eccetto che per Tadini, posto ai domiciliari. 

La tragedia

La tragedia è avvenuta la mattina del 23 maggio dello scorso anno. La funivia è quasi arrivata a destinazione quando torna indietro. Il meccanismo di blocco non funziona e la cabina inizia una folla corsa in senso opposto per trecento metri, poi lo schianto al suolo. Dentro ci sono 15 persone. Muoiono tutte tranne una: si salva solo un bimbo: il piccolo Eitan.

Tre giorni dopo i responsabili dell'impianto vengono fermati dal procuratore della Repubblica Olimpia Bossi e dal pm Laura Carrera, titolari dell'indagine. La gip Donatella Banci Buonamici libera, dopo due giorni di carcere, Nerini e Perocchio con la decisione di non confermare i fermi. L’unico a cui era viene applicata una misura, quella degli arresti domiciliari, pur senza convalidare anche il suo fermo, è Tadini, che ha ammesso di aver lasciato inseriti i “forchettoni” sulla cabinovia per disattivare il sistema frenante e aggirare così l’arresto dell’impianto che avveniva di frequente.

A ottobre invece il Riesame accoglie il ricorso della procuratrice capo Olimpia Bossi disponendo i domiciliari per Perocchio e Nerini. La Cassazione annulla tutto.

"Le accuse reggono"

"Il quadro accusatorio regge. In attesa delle motivazioni della Cassazione, bisogna distinguere le due posizioni". Lo afferma all'Adnkronos la procuratrice di Verbania, Olimpia Bossi che da quasi un anno coordina l'inchiesta sulla tragedia della funivia del Mottarone. "Per quanto riguarda Enrico Perocchio la Cassazione, rinviando per la sola rivalutazione del tipo di misura cautelare da applicare, ha di fatto confermato il quadro indiziario, e ha dato esito positivo alla nostra impostazione. Per quanto riguarda Nerini siamo di fronte ad un annullamento con rinvio, anche in questo caso il quadro indiziario regge altrimenti ci sarebbe stato un annullamento senza rinvio". A quasi un anno dalla tragedia in cui hanno perso la vita 14 persone più che le esigenze cautelari nei confronti degli indagati, l'attenzione si concentra sull'esito delle perizie, il cui deposito è atteso il 30 giugno prossimo. "Tra poco - conclude la procuratrice - ci spetta un brutto anniversario. Speriamo che la tempistica delle perizie sia rispettata".

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